I negozianti: nessuna pausa, i lavori finiscano al più presto

LANCIANO. È stato firmato già da un centinaio di persone il documento che sarà sottoposto all’attenzione dell’amministrazione comunale e del sindaco Mario Pupillo e riguardante alcune perplessità in...
LANCIANO. È stato firmato già da un centinaio di persone il documento che sarà sottoposto all’attenzione dell’amministrazione comunale e del sindaco Mario Pupillo e riguardante alcune perplessità in merito ai lavori di ripavimentazione di corso Trento e Trieste. In questi giorni si è formato il “Comitato spontaneo lavori di riqualificazione del sistema pubblico di corso Trento e Trieste” che ha stilato una serie di interrogativi da sottoporre all’esecutivo comunale e a tutti i consiglieri. Alcune perplessità sono state evidenziate già nel corso dell’incontro di lunedì con i rappresentanti della ditta Edilizia e strade srl, il direttore dei lavori Giuseppe Di Giacomo e alcuni esponenti dell’amministrazione, tra cui il sindaco Pupillo. Ma i commercianti, proprio sulla scorta del confronto avuto, sono compatti nel ribadire un appello unitario: i lavori sul Corso devono concludersi il prima possibile. No quindi a pause estive o agostane in vista delle celebrazioni per le feste patronali. «Nessuno tocchi il Corso», rilancia Giuseppe D’Autilio, titolare dello storico negozio di calzature, «non si può bloccare un cantiere così delicato e con lavori così certosini in un periodo per sua natura ideale per i lavori. Il commercio di questa zona, come di altre parti della città, sta vivendo già da tempo una pesantissima crisi. Un cantiere che si dilunga troppo, così come è stato per il rifacimento dei marciapiedi di corso Bandiera, rischia quindi di essere fortemente deleterio. Ho visto persone piangere nel firmare questa petizione, la situazione è molto critica per molti di noi. Solo sotto i Portici ci sono tre locali sfitti: non era mai successo prima». Tra i quesiti sottoposti all’amministrazione i commercianti chiedono in quale modo avverrà lo smaltimento della neve e, più in generale, come avverrà la pulizia e la manutenzione ordinaria della strada, dal momento che mancheranno totalmente i marciapiedi e che le grate di raccolta delle acque potrebbero facilmente intasarsi creando disagio ai locali a ridosso della carreggiata. Ancora, si chiede come siano stati valutati nel progetto i cedimenti della strada dal momento che il segmento compreso tra Palazzo degli Studi e piazza Plebiscito è edificato su uno spessore di 24 metri di terreno di riporto. Intanto dall’incontro di lunedì è emerso che la ditta è ora in grado di procedere più speditamente nei lavori. Gli operai sono passati da 3 a 7 e si procederà, meteo permettendo, nel realizzare 44 metri quadri di pavimentazione al giorno. A questi ritmi il 30 giugno dovrebbe essere completato il primo tratto di lavori.
Daria De Laurentiis
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