«I Nembo liberatori il centronistra non doveva votare»

Il vicepresidente dell’Anpi di Chieti contro l’opposizione «Senza la parola partigiani, la storia è stata manipolata»
CHIETI. Continuano gli strascici polemici sulla cittadinanza onoraria ai Nembo, quelli che liberarono Chieti dai pochi tedeschi rimasti, (il grosso era già stato fatto dai partigiani), e sul documento del consiglio comunale votato ad hoc dove nel ricordare la Liberazione di Chieti dai nazifascisti non è menzionata la parola partigiano. A intervenire il vicepresidente della associazione partigiani sezione di Chieti Giustino Zulli che con ironia domanda al sindaco in una lettera aperta: «A quando la convocazione di un consiglio comunale straordinario per conferire la cittadinanza onoraria al tenente del Rsi Mario Fioresi torturatore e massacratore dei partigiani teatini fucilati a Colle Pineta a Pescara l’11 febbraio del 1944?». Zulli è duro con il sindaco Di Primio. «In questo quinquennio trascorso a firmare ogni 25 aprile, retorici manifesti dalla cui lettura», continua Zulli, «specie le giovani generazioni non hanno mai capito da chi siamo stati liberati e per merito di chi».
Zulli cita diversi storici Filippo Paziente, Costantino Felice che hanno asserito che Chieti è stata liberata dai patrioti partigiani prima ancora che arrivassero i Nembo a cui è stata conferita la cittadinanza onoraria con un voto unanime in consiglio comunale. Ma Zulli ce ne ha anche per il centrosinistra che a suo parere avrebbero dovuto differenziarsi «pretendendo il giusto riconoscimento al ruolo svolto dai partigiani e a nulla valgono», continua il vicepresidente dell’Anpi di Chieti, «le recriminazioni del segretario cittadino del Pd Filippo Di Giovanni che avrebbe voluto un inserimento del termine in documento che alla fine, dei partigiani non fa alcuna menzione».
Zulli ricorda De Gregori quando in una canzone dice: la storia non ha nascondigli, dà torto e dà ragione. E con una netta distinzione l’ex sindacalista asserisce: «Avevano torto i nazisti e i loro servi locali fascisti e ragione i giovani eroici partigiani che hanno sacrificato la vita per la libertà di noi tutti». «É stato votato un documento discutibile». conclude il rappresentante dell’associazione partigiani, «sul quale almeno a mio parere non bisognava avere alcuna vocazione “unanimistica” perché sulle grandi scelte di principio, ci si divide da chi intende manipolare la storia, con buona pace del generale Leonardo Prizzi che avrebbe dovuto dire “grazie” non solo ai paracadutisti Nembo ma, soprattutto, ai tanti giovani partigiani morti per un’Italia migliore».©RIPRODUZIONE RISERVATA

