I pendolari della Sangritana «In piedi e senza sicurezza»

Viaggiatori insoddisfatti dalle risposte di Di Nardo, presidente della società «Ritardi dovuti al traffico ferroviario? I disagi partono fin dalla nostra città»
LANCIANO. Ammassati in un unico vagone, viaggiano in piedi in barba alla sicurezza. Spesso arrivando anche in ritardo a destinazione, che sia il lavoro o l’università. I pendolari dei treni della tratta Lanciano-Pescara documentano con alcuni scatti le condizioni in cui sono costretti a viaggiare quotidianamente, replicando così alle spiegazioni fornite dalla Sangritana. I disservizi sarebbero stati segnalati anche all’azienda con raccolte di firme, ma senza ottenere riscontro.
Il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, ha spiegato che i ritardi delle corse dipendono spesso da circostanze estranee all’azienda, i cui treni regionali sottostanno a regimi di precedenza regolati da Rfi; mentre per ogni treno soppresso c’è una specifica motivazione, ma ogni caso andrebbe valutato a sé.
Risposte che non soddisfano i viaggiatori, che tornano ad incalzare l’azienda di trasporto regionale. «Ci siamo resi conto che la risposta del presidente Di Nardo non è adeguata alle problematiche espresse», sostengono i pendolari, «i problemi sono sostanzialmente questi: essendo l’Aquilotto un treno costituito da un unico vagone, quindi da una sola motrice, non riesce a raggiungere la velocità consentita sulla tratta Lanciano-Pescara, e viceversa. Pertanto sono frequenti i ritardi, non causati da regimi di precedenza da rispettare, come detto da Di Nardo. L’Aquilotto è un treno costituito da un unico vagone: siamo costretti a viaggiare in piedi, come dimostrano le foto, e ciò oltre al disagio, provoca ripercussioni sulla sicurezza. I capitreno», raccontano i viaggiatori, «si trovano costretti a non far salire i passeggeri che aspettano alle varie fermate perché più di un certo numero di persone, come da legge e per ogni mezzo pubblico, non può essere contenuto nel vagone. E chi va a lavoro e ha un orario da rispettare come fa?», si chiedono i pendolari, «in riferimento alla sicurezza, inoltre, mancano completamente i sevizi per i disabili».
Sulla questione ritardi, i viaggiatori dei treni tornano a ribadire che «spesso, il treno delle 6,53 da Lanciano è soppresso e ciò provoca disagi e problematiche varie». In sostituzione i pendolari sono costretti a prendere la navetta fino a San Vito e poi da qui il treno proveniente da Termoli delle 7,36, che arriva a Pescara alle 8, quando per qualcuno è ormai tardi. «Il presidente ci ha risposto che i ritardi, il traffico, le interruzioni dipendono da regimi di precedenza da rispettare, da ritardi sulla rete, dal traffico. Noi invece parliamo di disagi che "partono" da Lanciano, da dentro "casa nostra”», ribadiscono i pendolari della Sangritana.
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