I piccoli Comuni crescono con le Unioni

Convegno a Taranta Peligna sulle diverse opportunità, anche finanziarie, del municipio unico
TARANTA PELIGNA. È possibile che più Comuni in Abruzzo si fondano così come già avvenuto in Emilia Romagna, Valle d’Aosta, Lombardia Marche e Campania? Se ne è parlato sabato scorso in un convegno dal titolo: “Fusione dei Comuni e nuove architetture istituzionali -Vantaggi ed opportunità del Municipio Unico per le piccole comunità”. L’evento è organizzato dall’Unione dei Comuni montani “Majella Orientale-Verde Aventino”. Ha moderato e introdotto Antonino Amorosi già sindaco di Lama dei Peligni che ha elaborato una bozza sugli aspetti economici della fusione. Sono intervenuti: Claudio D’Emilio, sindaco di Palena e presidente dell’ente organizzatore, Luciano Lapenna, presidente Anci Abruzzo, Emma Petitti, assessore regionale Emila Romagna al Riordino funzionale, Maurizio Di Nicola, consigliere regionale e primo firmatario sulla legge di fusione dei comuni, Elena Castellari, sindaco di Montescudo-Monte Colombo recentemente fusi in Emilia Romagna, Vincenzo Pallini, ufficio gestione Fse Abruzzo, Gianpaolo Rosato, presidente Anci Giovani, e diversi sindaci del circondario.
«L’Unione Majella Orientale - Verde Aventino una delle poche Unioni della regione che ha attuato la Gestione associata di tutti i servizi dei Comuni membri, rappresenta» ha detto Amorosi «un caso concreto in cui amministratori e dipendenti hanno sperimentato direttamente gli aspetti positivi e le difficoltà conseguenti alla associazione dei servizi, fase preliminare per l’attuazione della fusione». Quali sarebbero i vantaggi? Nell’ipotesi di fusione dei Comuni dell’Unione Majella Orientale Verde Aventino (Civitella Messer Raimondo, Colledimacine, Lama Dei Peligni, Lettopalena, Palena, Taranta Peligna) si rileva come a fronte di una riduzione media dei trasferimenti statali del 41,95% nell’ultimo quinquennio, ed una riduzione della popolazione residente media dell’8,49%, si otterrebbe, con la fusione, un contributo di 1.082.601 euro per il primo anno (1.223.534 con Fara San Martino inclusa), e un contributo di 982.601 euro all’anno per i successivi nove anni (1.123.813 con Fara). La fusione dovrà comunque essere sottoposta a referendum nei singoli Comuni, sempre se i sindaci saranno disponibili a realizzarla.
Matteo Del Nobile

