I politici: no allo scippo dell’ospedale

Scontro interno in Regione sull’accorpamento Chieti-Pescara, ma Forza Italia e M5S si schierano in difesa del piano Pd
CHIETI. La politica di Chieti mette le mani avanti per fermare, sul nascere, le fibrillazioni della sanità in arrivo da Pescara: no allo «scippo» del Dea di secondo livello a beneficio dell’ospedale di Pescara. E su questo sono d’accordo tutti: il sindaco Umberto Di Primio (Forza Italia) pronto a schierarsi «a difesa della sanità pubblica teatina» e anche i consiglieri regionali Sara Marcozzi del M5S e Mauro Febbo di Forza Italia. Un fronte comune che fa congolare l’assessore Pd Silvio Paolucci. Paolucci dribbla la polemica del campanile Chieti-Pescara: parlano gli atti, fa notare l’assessore, e una delibera della giunta regionale, la 271 del 23 maggio scorso, dispone l’«integrazione funzionale tra i presidi di Chieti e Pescara». «Confermo la mia deliberazione», mette in chiaro Paolucci, «e la ritengo sempre una programmazione equilibrata intorno alle esigenze dell’area vasta. Con il polo cardiologico a Chieti e la rete delle emergenze a Pescara». E l’assessore sottolinea che la politica sanitaria della Regione ha superato indenne anche l’esame del Tar di Pescara chiamato a pronunciarsi sulla riorganizzazione sanitaria in Abruzzo su ricorso del Comune di Penne: «La sentenza parla della funzionalità della nostra programmazione e io ne sono soddisfatto. Quindi, non c’è niente da dire: è tutto già chiaro e già validato».
Il Dea di secondo livello è un presidio d’emergenza e accettazione arricchito di funzioni di «alta qualificazione». Cioè le eccellenze degli ospedali sempre più potenziate. Ma se su questo la posizione dell’assessore è sempre la stessa perché riparte la polemica sull’accorpamento? Secondo l’opposizione, gli assessori regionali Marinella Sclocco (Articolo 1 Mpd) e Donato Di Matteo (Pd) non sarebbero più d’accordo con la fusione Chieti-Pescara. «Lo sciocco e interessato campanilismo di taluni può danneggiare l’offerta sanitaria pubblica dell’area vasta Chieti-Pescara e, quindi, dell’intero Abruzzo», avverte Di Primio, «le richieste provenienti dalla Consulta di Pescara in merito alla costituzione del Dea di secondo livello non sono né legittime né condivisibili. C’è un atto della Regione, approvato dal governo nazionale, nel quale è sancita la costituzione del Dea di secondo livello funzionale Chieti-Pescara».
«È inaccettabile lo strappo politico-istituzionale che taluni soggetti vorrebbero perpetrare in danno dell’ospedale di Chieti», taglia corto la Marcozzi che chiede «l’audizione dei rappresentanti della Consulta di Chieti. Il Dea di secondo livello funzionale Chieti-Pescara è una scelta che permetterebbe di valorizzare le potenzialità dei due ospedali che distano poco meno di 15 minuti. Il polo di Cardio-chirurgia», dice la grillina, «è un fiore all’occhiello a livello strutturale, a questo si aggiunga che il presidio di Chieti è in pole-position per l’insediamento della centrale unica del 118 stante la dotazione a livello infrastrutturale dell’eliporto. Ricordo ai campanilisti che la Regione si è già espressa con una serie di atti, da ultimo la delibera 271». È la delibera che, per Paolucci, non si discute più.
«Rimango meravigliato della forzatura e della fuga in avanti dei consiglieri regionali di maggioranza e degli assessori», dice Febbo, «poiché dimostrano la loro confusione e impreparazione, soprattutto alla luce della delibera 271».
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