I precedenti: due mesi fa le botte a Chieti

A maggio un 51enne di Pianella aveva aggredito due infermiere al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti: una era stata scaraventata con le costole rotte, l’altra era stata...
A maggio un 51enne di Pianella aveva aggredito due infermiere al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti: una era stata scaraventata con le costole rotte, l’altra era stata strattonata fino all’arrivo di uno dei pazienti in attesa che era riuscito a mettere fine alla violenta crisi di nervi. È questo uno degli episodi verificatosi nel presidio ospedaliero del capoluogo teatino. Ed appena due mesi dopo ad Ortona si sono registrate altre due situazioni simili.
Sono tanti i precedenti di aggressioni nei presidi ospedalieri. Dopo il caso teatino, gli Ordini degli infermieri e dei medici avevano chiesto immediate azioni a tutela dei professionisti sanitari. Appena qualche settimana fa, inoltre, erano stati diffusi anche dei dati allarmanti della Asl sul periodo 2014-2018, in un rapporto curato dall’unità operativa Qualità accreditamento e risk management che, su richiesta del direttore generale Pasquale Flacco (foto), aveva predisposto un progetto aziendale, in più fasi, denominato “Più forti della violenza”. Dall’analisi, infatti, erano venuti fuori numeri preoccupanti: 30 le aggressioni subite e segnalate negli ultimi 5 anni dagli operatori della Asl Lanciano Vasto Chieti. È però solo la punta dell’iceberg poiché non tutti gli episodi vengono segnalati, ma si evidenzia una tendenza all’aumento: 6 erano stati i casi nel 2014 e altrettanti nel 2015, 4 nel 2016, 8 nel 2017 e 6 nel solo periodo da gennaio a maggio di quest’anno. (a.s.)
Sono tanti i precedenti di aggressioni nei presidi ospedalieri. Dopo il caso teatino, gli Ordini degli infermieri e dei medici avevano chiesto immediate azioni a tutela dei professionisti sanitari. Appena qualche settimana fa, inoltre, erano stati diffusi anche dei dati allarmanti della Asl sul periodo 2014-2018, in un rapporto curato dall’unità operativa Qualità accreditamento e risk management che, su richiesta del direttore generale Pasquale Flacco (foto), aveva predisposto un progetto aziendale, in più fasi, denominato “Più forti della violenza”. Dall’analisi, infatti, erano venuti fuori numeri preoccupanti: 30 le aggressioni subite e segnalate negli ultimi 5 anni dagli operatori della Asl Lanciano Vasto Chieti. È però solo la punta dell’iceberg poiché non tutti gli episodi vengono segnalati, ma si evidenzia una tendenza all’aumento: 6 erano stati i casi nel 2014 e altrettanti nel 2015, 4 nel 2016, 8 nel 2017 e 6 nel solo periodo da gennaio a maggio di quest’anno. (a.s.)

