I primi ricoveri già nel fine settimana

1 Aprile 2020

Atessa. Ecco come è stato ristrutturato il presidio sanitario per accogliere e curare i pazienti che presentano sintomi lievi

ATESSA. Sono quasi terminati i lavori di adeguamento strutturale, tecnologico e organizzativo per trasformare il San Camillo in Covid-ospedale, dopo le ultime rifiniture: alla fine di questa settimana dovrebbero arrivare i primi pazienti affetti da coronavirus. L’ospedale di Chieti è quasi saturo e il San Camillo, con la sua nuova ricettività, si trova a diventare un ospedale necessario per la sanità provinciale e non mandarla al “collasso”. Ad Atessa arriveranno i cosiddetti pazienti “paucisintomatici”, cioè con pochi sintomi, sempre tenendo aperta la possibilità di intensificare il livello assistenziale.
I TRE PIANI. Dove prima c’erano Medicina, Lungodegenza e Riabilitazione, i lavori sono finiti, i locali già sanificati e chiusi ed è tutto pronto per ospitare i primi 49 pazienti. I lavori si avviano alla conclusione in queste ore nel secondo piano, dove c’erano l’Ortopedia e la Chirurgia - reparti chiusi proprio di oggi, cinque anni fa, per il loro trasferimento “temporaneo” a Lanciano - e al primo piano. La recezione massima sarà di 120 pazienti, divisi in tre sezioni: ricoverati in via di guarigione, malati in terapia sub intensiva e 12 letti di Rianimazione per i casi più gravi.
TAC E DIALISI. Ci sarà anche una Tac nuova a 16 strati e un computer di ultima generazione che permetterà di avere il risultato delle radiografie direttamente in reparto. I letti di Dialisi saranno lasciati a disposizione di pazienti Covid nefropatici che dovessero avere bisogno di tale trattamento. Tutti gli impianti - riscaldamenti ed elettrici - sono stati messi a norma.
PERSONALE IN SICUREZZA. Il San Camillo è stato sottoposto a un maquillage generale. Entro oggi sarà conclusa una parte tecnica importante per la tutela degli operatori che si prenderanno cura dei pazienti. Per consentire ingresso e uscita in sicurezza sono stati sistemati filtri operativi allo spogliatoio centralizzato, attraverso barriere fisiche e ad aria. È la separazione netta tra interno ed esterno. All’entrata viene consegnato a ognuno un kit anticovid, si passa quindi nella zona di vestizione e si entra in area Covid. All’uscita viene fatto il percorso al contrario passando da area doccia e di decontaminazione. La direzione sanitaria della Asl ha autorizzato la spesa di un milione di euro per dotare il Covid ospedale di Atessa di elettromedicali e arredi. Ad Atessa sarà richiamato il personale momentaneamente spostato a Lanciano; altro ne arriverà.
LA RACCOLTA DEI FONDI. È stata la grande impresa nei giorni scorsi a scendere in campo per dare un segnale di vicinanza alla Asl e alla cura dei malati donando i primi 500mila euro per realizzare il Covid-ospedale. L’iniziativa è di una cordata di imprenditori all’area Chieti-Pescara su iniziativa di Gennaro Strever, presidente Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili.
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