I profughi espulsi non tornano nel centro

16 Settembre 2016

Torino di Sangro, bocciato il ricorso dei migranti allontanati a luglio: non rispettavano le regole

TORINO DI SANGRO. Confermato dal Tar l’allontanamento dall’albergo Costa Lecceta di cinque immigrati espulsi due mesi fa dal prefetto di Chieti per una sommatoria di comportamenti scorretti. I cinque, che a luglio dovettero lasciare la struttura, non potranno tornare a Torino di Sangro. Il Tar di Pescara ha infatti confermato la validità della revoca delle misure d’accoglienza a causa del comportamenti ritenuti non ortodossi né vantaggiosi per la comunità. Il gruppo non accettava le regole e mostrava insofferenza: c’era chi pretendeva più soldi o di mangiare in stanza, chi ha mostrato comportamenti irrispettosi e aggressivi, chi alzava il gomito. «Il centro di accoglienza ha regole da rispettare e loro non lo hanno fatto, ma già da tempo non vivevano più qui», fa sapere Simone Caner, responsabile di Matrix, l’associazione che gestisce la struttura. In effetti i cinque giovani, subito dopo il provvedimento della prefettura, erano stati accolti dalla Caritas di Lanciano in attesa delle decisioni del tribunale amministrativo. I cinque immigrati allontanati -tre senegalesi e due gambiani- in più di una occasione non hanno rispettato le regole a cui sono sottoposti tutti gli ospiti, creando problemi di convivenza. Per questo ad inizio luglio c’è stato il provvedimento della questura di allontanamento e revoca della protezione internazionale. Il provvedimento per il quintetto di africani si è aggiunto a quello preso dai carabinieri nei confronti di altri 15 immigrati protagonisti a giugno di una protesta contro il catering. Anche loro sono stati identificati e allontanati dal paese. (p.c.)

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