I profughi ora puliscono le strade

Dopo la rivolta dei cittadini i giovani africani aiutano il Comune
ATESSA. Continua la lenta integrazione dei giovani immigrati africani ospiti del centro di accoglienza dell’ex Il Mulino, ieri e oggi alcuni di essi hanno contribuito a spalare la neve dalle vie del centro cittadino con il coordinamento dell’assessore Luigi D’Amelio.
L’iniziativa rientra nel programma dei lavori socialmente utili cui, alcuni immigrati volontari e senza retribuzione, hanno aderito. Già nei giorni scorsi alcuni di essi avevano ripulito la villa comunale dalle erbacce. Attualmente il centro di accoglienza di via Matteotti ospita quarantanove immigrati, uno in meno del numero massimo consentito.
In prima battuta ne arrivarono venticinque ma pochi giorni dopo una dozzina fece perdere le proprie tracce. Poi ne sono arrivati, in due scaglioni, altri fino a raggiungere il numero attuale. Diverse le nazionalità, tutte africane. All’interno del centro avviene una suddivisione naturale in due gruppi: francofoni e anglofoni. La metà degli ospiti è mussulmana e l’altra cristiana. I primi hanno una stanza per il culto all'interno della struttura; tra gli altri, alcuni partecipano alle messe.
«Tra loro» sostiene Giulia D’Antonio, moderatrice culturale del centro «c’è però una buona integrazione e, finora, non abbiamo avuto problemi. Molto però fa l’aiuto che alcuni gruppi di atessani stanno dando: c’è uno scambio culturale e sociale che, in casi come questi, è fondamentale». Recentemente, la Caritas zona pastorale di Atessa ha organizzato un concerto di fraternità “La forza delle differenze”, ci sono state tombolate e altre iniziative sociali. Un gruppo particolarmente attivo per l’integrazione, anzi creato proprio per lo scopo, è Welcome Refugees Atessa che ha intrapreso vari progetti. «Queste iniziative hanno prima affiancato, contrapponendosi, e poi superato quelle proteste che ci sono state all’arrivo degli immigrati» dice la D’Antonio.
Ai primi di novembre i dissensi sono sfociati nel ritrovamento all’interno del recinto della struttura di una scatola di cartone contenente una testa di capretto appena sgozzato e alcune frasi d’intimidazione: «Per la cooperativa 1° avvertimento andate via» e ancora «Boom Coop Boom». Intimidazioni arrivarono anche al sindaco Nicola Cicchitti.
Matteo Del Nobile

