I profughi sottoposti alle visite mediche

3 Febbraio 2015

Schiavi di Abruzzo, il sindaco Piluso: «I cittadini non abbiamo alcun timore e collaborino»

SCHIAVI DI ABRUZZO. Sani e di robusta costituzione. È quanto hanno certificato i medici della Asl che hanno visitato i 20 profughi arrivati a Schiavi di Abruzzo sabato sera. Un gruppo proviene dal Pakistan, altri da Ghana e Senegal. L’età media è di 30 anni e sono tutti di sesso maschile. «Parlano inglese e francese e “masticano” anche l’italiano», dice il sindaco Luciano Piluso che ieri ha raggiunto la struttura di Monte Pizzuto che ospita i profughi, per incontrarli.

La prefettura di Chieti ha confermato che gli ospiti hanno tutti la fedina penale pulita e non hanno mai dato problemi alla giustizia. Schiavi sarebbe solo una tappa del percorso che dovrebbe portarli nel centro Europa. La giornata di sole ha sciolto in parte la neve che durante fine settimana è caduta sul paese montano regalando agli ospiti uno spettacolo fino ad oggi mai visto. La cooperativa Matrix che gestisce il loro soggiorno, programmerà le giornate inserendo percorsi formativi e l’insegnamento dell’italiano.

«Alcuni cittadini li hanno visti e hanno capito che non devono avere alcun timore. Sono persone meno fortunate di noi che cercano un vita migliore. E questo credo che sia umano», afferma Piluso, a giudizio del quale la tensione dei giorni scorsi sarebbe scesa di molto. «Qualche scettico c’è ancora. Ma io conosco i cittadini. Dalla paura passeranno alla collaborazione perché sono persone fondamentalmente buone e generose spaventate più che altro dalla mancata conoscenza», afferma Piluso.

Anche se in silenzio, comunque, un gruppo di residenti continua a essere diffidente e a nutrire dubbi e perplessità sull’effetto che la presenza degli stranieri potrebbe avere sulla piccola comunità. A fine marzo, qualora il bilancio fosse positivo, arriveranno nuovi ospiti e fra loro potrebbe esserci anche qualche donna. (p.c.)

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