I “Pulgenella” con le fruste sferzano Re Carnevale

7 Febbraio 2016

Grande successo per il debutto della festa in maschera ripescata dal passato Corso Trento e Trieste e piazza del Plebiscito gremiti da una folla di bambini

LANCIANO. I "pulgenella" armati di frusta e campanacci per scacciare il male, il lungo copricapo adorno di mille colori come un'antenna dritta verso il cielo per avvicinare i desideri terreni alle divinità, la danza dei 12 mesi che devono morire per dar spazio al mese successivo, alla vita e alla luce.

E' andato in scena per la prima volta in città il Carnuvale abruzzese, una festa che ha movenze, toni e spirito di un rito propiziatorio e che ha riportato per qualche ora lungo corso Trento e Trieste e in piazza Plebiscito, una celebrazione che si era persa nelle pieghe delle usanze primordiali degli abruzzesi.

Merito di tutta la spettacolare scenografia è del regista e attore Stefano Angelucci Marino e dello studioso ed esperto di antropologia Francesco Stoppa assieme al Teatro del Sangro, alla Ctt (Compagnia Tradizioni Teatine), Teatro Studio Lanciano, Teatro Studio Vasto, Lu Ramajette di Chieti e Fontevecchia di Spoltore. Ad impersonare il Re Carnuvale in una vera e propria pantomima di piazza, con tanto di processo, condanna e morte del Carnevale per uccidere simbolicamente tutte le malefatte dell'anno passato, è l'attore Umberto Nasuti che nella vita reale è un serio professionista nel campo dell'architettura. Avvocato difensore di Re Carnuvale è l'attrice Rossella Gesini, mentre la moglie del Re è impersonata dall'attore e Raffaele Di Nunzio.

Angelucci Marino veste invece i panni del giudice. Al povero Carnuvale vengono attribuite una serie infinita di accuse: l'estate troppo calda, l'inverno troppo freddo e perfino l'attacco Isis a Parigi. «Re Carnuvale si è confuso con li sis delle monache di Guardiagrele!» ha tuonato l'avvocato scatenando l'ilarità dei presenti. «Il carnevale è una festa rituale di transizione, trasformazione, rovesciamento delle parti, sacrificio, purificazione e dell’ordine delle cose, e della Natura, ristabilito» spiega infine Angelucci Marino «abbiamo voluto presentare uno spaccato del Carnevale com'era una volta». (d.d.l.)