I quadri dei detenuti escono dal carcere

Esposizione di tele in Provincia col sodalizio FareAbruzzo. Uno degli artisti: «È la mia prima volta»
CHIETI. Ancora una volta il carcere di Madonna del Freddo esce fuori delle sue mura. Lo fa attraverso l’arte e grazie un’associazione appena nata che ha deciso di mostrare al mondo il bello, anche laddove è meno visibile. È nata così l’esposizione di tele che sinora erano appese solo ai muri del penitenziario. In Provincia hanno potuto ammirarle tutti e qualcuno ha anche deciso di comprarle. I quadri sono stati realizzati da un detenuto, Carlo Di Camillo, e da un ex detenuto, Tamerlano D’Amico, che continua a sostenere con la sua arte le attività dell’area educativa del penitenziario. L’idea della mostra è della presidentessa della nuova associazione FareAbruzzo, Simona Di Iorio, che di professione fa l’avvocato e che, frequentando il carcere per lavoro, aveva notato i quadri.
«La direttrice Giuseppina Ruggero ha raccolto subito la nostra idea», ha detto la Di Iorio, «ed è nata così l’iniziativa che abbiamo chiamato “Dipingere ai confini della società”». Ieri insieme a D’Amico e alla Di Iorio, c’erano anche il comandante della polizia penitenziaria, Alessandra Costantini, e la responsabile area educativa, Stefania Basilisco. «Le tante iniziative organizzate nella casa circondariale», ha detto il commissario Costantini, «comportano un maggiore carico di lavoro per gli agenti, ma a Chieti c’è un corpo di polizia penitenziaria molto umano: non è scontato in un carcere». «La storia intrecciata dal D’Amico col carcere di Chieti è una storia a lieto fine», ha aggiunto la Basilisco, «l’artista al termine della pena detentiva, ha donato al carcere diverse opere».
A stringergli la mano sono arrivati anche l’ex giudice Giuseppe De Tiberiis e l’ex comandante della polizia penitenziaria Valentino Di Bartolomeo. D’Amico ha ringraziato quasi incredulo: «È la mia prima mostra», dice, «e chi l’avrebbe detto che devo dire grazie al carcere». (a.i.)
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