I ragazzi del classico Vico rivisitano Shakespeare

14 Giugno 2014

Successo della rappresentazione messa in scena all’auditorium Cianfarani Giulietta e Romeo, Amleto e Riccardo III riscritti e recitati in chiave comica

CHIETI. Un altro risultato teatrale da incorniciare per il liceo classico G.B. Vico. A conclusione del progetto Sos (School on stage) sul palco dell'auditorium Cianfarani al museo "La Civitella" nei giorni scorsi i ragazzi hanno portato in scena una versione moderna della produzione shakespiriana dal titolo volutamente cinematografico e divertente, "Shakespeare in converse. Romeo+Giulietta (più o meno)".

Si è trattata di una iniziativa dalla doppia valenza istruttiva, da un lato culturale e dall'altra linguistica per imparare e studiare praticando l'inglese, realizzato dal partenariato tra il liceo classico teatino e il Sia Abruzzo srl (Società di servizi e formazione alle imprese).

«Lo spettacolo ha dimostrato il grande lavoro profuso dai partner per il potenziamento degli apprendimenti linguistici e teatrali dei ragazzi che hanno partecipato all'iniziativa progettuale», commenta in una nota la dirigente scolastica Giuseppina Politi. «Si è trattato di una rilettura delle principali opere di William Shakespeare», spiega, «in chiave tragica ed alternativamente in chiave comica che ha emozionato il pubblico e gli stessi giovani attori».

E così nella cornice principale del testo di "Romeo e Giulietta" si sono inserite altre importanti opere del celebre drammaturgo inglese, come "Amleto", "Riccardo III", "Sogno di una notte di mezza estate" e molte altre ancora, messe in scena negli stralci più significativi, nelle battute più celebri, con contestualizzazione alla vita moderna e nel doppio codice linguistico inglese- italiano.

Lo spettacolo è stato scritto e diretto da Veronica Pace e rappresenta un percorso reale di apprendimento innovativo e creativo per i ragazzi del G.B. Vico.

«Un percorso che continuerà nei prossimi anni», come auspicato dalla professoressa Giuseppina Politi, «e ci auguriamo che il teatro possa diventare una disciplina scolastica curricolare per il proprio istituto». (g.io)

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