I ragazzi del Masci vincono la battaglia

Invandono il consiglio comunale e strappano il sì alla riunificazione della scuola, ma l’aula dei politici diventa un saloon
CHIETI. Gli studenti del liceo scientifico Masci invadono l’aula consiliare e strappano dai politici un impegno a riunire le due sedi della storica scuola di via Vernia dal prossimo anno scolastico. Ma l’aula del consiglio si trasforma in un saloon sotto gli occhi attoniti dei ragazzi assiepati tra il pubblico.
Il problema è stato sollevato, con la presentazione di un apposito ordine del giorno, dal consigliere del Pd Renato Di Salvatore. Sulla graticola è finita Carla Di Biase, consigliere comunale Ncd ma, soprattutto, assessore provinciale alla pubblica istruzione. E’ lei la destinataria di accuse incrociate da parte dell’opposizione.
«E’ vergognoso - si difende la Di Biase - strumentalizzare dei ragazzi per fare campagna elettorale. Abbiamo fatto il massimo per lo scientifico». Sdoppiato in due sedi dall’anno scolastico appena scattato. Nel dettaglio quasi trecento alunni del Masci sono stati costretti a trasferirsi, con tutte le problematiche del caso, nei locali dell’istituto per programmatori Galiani-De Sterlich, in via Colonnetta allo Scalo.
Un trasloco che non è affatto piaciuto ai ragazzi, molti dei quali pendolari, ed alle rispettive famiglie. La Provincia, però, ha ribadito di non poter fare diversamente dal momento che non aveva i 209 mila euro annui da versare alla Curia arcivescovile, titolare dell’edificio dove, da tempo, era stata sistemata la sede distaccata del Masci.
LA SFERZATA DI BUCCI. Il capogruppo del Gruppo misto ha lanciato l’allarme rosso denunciando come la Provincia sia, di fatto, in una situazione di dissesto economico.
«Avrebbe dovuto dichiarare lo stato di dissesto già da tempo per risolvere - dice Bucci - le tante problematiche che ha, a partire dalla mancanza di spazi adeguati per gli studenti del Masci». Poi la raccomandazione rivolta, da buon padre, ai ragazzi in aula. «Studiate e ricordate che la politica non è per gli asini - dice- ma per un’elite culturalmente preparata».
LA MINORANZA. Si è presentata compatta e determinata sulla questione del Masci. Alessandro Marzoli, del Pd, ha puntato il dito contro la Di Biase, tacciata di aver fatto poco o nulla per risolvere in modo differente i disagi del liceo scientifico, arcinoti da anni. Ha affondato il colpo Enrico Iacobitti, segretario cittadino del Pd, che ha accusato il centro destra di scaricare sempre le responsabilità su altri senza trovare soluzioni concrete. «Questa amministrazione comunale sa solo lavarsi le mani su problematiche serie - spiega Iacobitti - che riguardano la collettività».
Il consigliere Di Salvatore, firmatario dell’ordine del giorno sul Masci, tuona: «I ragazzi sono stati spostati allo Scalo per consentire alla Di Biase - afferma Di Salvatore - di ottenere voti nella vallata». Poi sono state avanzate perplessità su come siano state scelte le classi del Masci da spostare allo Scalo. «Perché non sono state fatte traslocare le prime classi o - domanda Di Salvatore - sezioni intere?». E qui gli studenti si lasciano andare ad un applauso liberatorio smorzato dal richiamo all’ordine del presidente del consiglio Marcello Michetti.
LE PROMESSE DELLA DI BIASE. L’assessore provinciale va a ruota libera e parla di poteri forti per determinare lo spostamento delle classi del Masci allo Scalo.
«Noi come Provincia abbiamo dato un indirizzo anche se il collegio dei docenti è autonomo ed è evidente - denuncia Di Biase - che una lobby ha deciso per tutti».
Intanto, da ieri, gli alunni del Masci ospitati dal De Sterlich potranno usufruire della palestra dell’istituto due volte a settimana. Nel giro di un anno, poi, la sede principale del Masci subirà lavori di adeguamento per circa 800 mila euro anche se non è detto che le sedi possano essere riunificate. Il sindaco infine ha assicurato l’impegno del Comune ricordando, comunque, che le competenze sullo scientifico siano della Provincia.
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