I residenti alla Regione: fermate il sansificio

Treglio, il primo dicembre scade l’autorizzazione provinciale all’impianto «Non possiamo più stare all’aperto, temiamo per la presenza di gas e sansa»
TREGLIO. I cittadini di Treglio, parte civile nel processo penale che riguarda le centrali a biomasse di contrada Paglieroni, sansificio compreso (la prossima udienza è prevista martedì) chiedono al sindaco Massimiliano Berghella e alla Regione di «ordinare con urgenza al sansificio Vecere di sospendere qualsiasi attività dal 1° dicembre, data di scadenza dell’autorizzazione provinciale». La richiesta è stata inoltrata, per conoscenza, al prefetto di Chieti, al tribunale di Lanciano e alla Procura generale della Corte d’appello dell’Aquila. Le motivazioni dei residenti di Treglio sono diverse. Si parte dal fatto che la decisione del tribunale di Lanciano, sezione penale, di autorizzare le attività del sansificio per la campagna olearia in corso è stata presa «in difformità da quanto disposto dall’autorizzazione della Provincia di Chieti per la quale le attività sono consentite dal 1° dicembre 2011 per cinque anni e dunque entro e non oltre il 1° dicembre di quest’anno». Si ricorda inoltre che il sansificio, considerato “industria insalubre di prima classe”, «è incorso già in diverse infrazioni e che il legale rappresentante è sottoposto a procedimento penale per diversi reati ambientali riferiti alle emissioni in atmosfera, alla produzione e allo smaltimento delle ceneri, nonchè allo stoccaggio delle sanse allo scoperto (per cui si terrà un’udienza il prossimo 23 gennaio)». I firmatari della richiesta sottolineano anche che il sansificio è stato sottoposto a diversi sequestri giudiziari preventivi che hanno portato al fermo delle attività nel gennaio scorso. Fondamentale è anche l’aspetto ambientale. Per i residenti, dalla ripresa delle attività dell’impianto, è diventato impossibile «svolgere qualunque attività all’aperto» e si riscontrano disagi di natura respiratoria e olfattiva. Preoccupazione è espressa anche per la presenza di liquidi infiammabili come esano e gas Gpl «stoccati in serbatoi impropriamente dislocati all’interno dello stabilimento» e per «la temibile presenza dell’esano nell’aria, così come rilevato da uno studio del Mario Negri Sud nella valutazione di impatto sulla salute (Vis) del 24 febbraio 2012». Anche le «ingenti quantità di sansa stoccate all’aperto fanno temere per possibili e preoccupanti conseguenze per la dispersione nell’aria, nell’acqua e nelle fognature. «Secondo le norme e direttive europee», conclude il documento, «la sansa è tossica in caso di aspirazione, riduce la fertilità, è tossica per il sistema nervoso centrale e periferico, procura irritazione alla pelle, è un tossico cronico per l’ambiente acquatico e può essere mortale in caso di ingestione o penetrazione nelle vie respiratorie».
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