I residenti: non paghiamo più gli affitti

8 Luglio 2020

Dopo le proteste degli inquilini di via Spataro, accuse anche da quelli di via De Riseis: viviamo tra i rifiuti, adesso basta

LANCIANO. «Adesso basta, non paghiamo più l’affitto delle case per vivere nella spazzatura e ammalarci. Comune e Ater devono intervenire per bloccare il degrado che c’è nella zona». Non c’è pace per il quartiere Santa Rita. Dopo le proteste degli inquilini delle case parcheggio di via Spataro, invase da topi e scarafaggi, immondizia e incuria, di alcuni residenti per schiamazzi e microcriminalità ora la protesta è dei residenti della palazzina Ater “Adige” in via De Riseis. Gli inquilini, stanchi di vivere con il pattume sotto il proprio porticato, a causa dell’inciviltà di alcuni residenti e, a loro dire, per il mancato intervento dell’Ater, proprietaria degli immobili, e del Comune che «ha abbandonato il quartiere», hanno scritto al presidente delle case popolari di Lanciano, Fausto Memmo, e al sindaco Mario Pupillo per chiedere di porre fine ai disagi. E sono pronti, dopo mesi di richieste cadute nel nulla, di pulizie durante un paio di giorni, di risse e mancata sicurezza, a non pagare l’affitto degli alloggi.
«Siamo esausti», dicono alcuni inquilini della via finita anche al centro della rissa tra rom nelle scorse settimane, «per l’inciviltà di altri residenti, anche di vicini, che buttano di tutto sotto il nostro porticato, nella parte posteriore dove abbiamo sistemato i cassonetti. Sotto accusa mettiamo anche i residenti del palazzo accanto che è l’unico che dispone di due accessi separati di cui uno nella parte posteriore, che non è visibile dalla strada principale e quindi nelle ore serali e notturne è perfetto per chi vuole venire a buttare i rifiuti». E c’è di tutto nei cassonetti traboccanti: penumatici, pattume non differenziato spesso gettato a terra anche con il materiale organico alla luce del sole, bisogni.
«Gli operatori EcoLan», riprendono i residenti, «ci hanno detto che i cassonetti in queste condizioni non saranno più ripuliti, giustamente. Il problema è che non spetta a noi far capire a chi è incivile le regole. Non possiamo arrivare allo scontro fisico, per questo l’Ater e il Comune devono scendere in campo e, in base alla legge, assegnare le case a chi, civilmente, le attende da anni».
Oltre al pattume, abitazioni con intonaci cadenti e crepe, i residenti fanno notare che anche lo sfalcio dell’erba è scarso e, in estate, hanno problemi di insetti e serpenti. L’Ater ha risposto facendo una pulizia, ma per i residenti non basta. «Durerà un giorno», dicono scrollando le spalle, «da domani è di nuovo uno schifo. Bisogna iniziare murando l’accesso posteriore della palazzina».
Altro problema che il nascente comitato di quartiere dovrà inserire nella propria agenda dei disagi vissuti dal rione più popoloso della città.
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