I revisori bocciano i conti: che figuraccia

Bilancio comunale di previsione pieno di falle. Febo a Di Primio: «Hai detto bugie». Il sindaco: «Saneremo tutto»
CHIETI. Previsioni d’entrata inattendibili, contenzioso difficile da circoscrivere e gestione delle partecipate senza indirizzi: sono questi i principali motivi che hanno indotto il collegio dei revisori dei conti a rilasciare parere non favorevole al bilancio di previsione. La clemenza riservata al rendiconto, promosso con riserva, cede il passo ora alla bocciatura.
La relazione del collegio, presieduto da Ilaria Valentini e composto da Enza Di Domenico e Maria Domenica Di Carlo, è arrivata esattamente il giorno dopo che il sindaco Umberto Di Primio ha assicurato in conferenza stampa che il Comune, pur trovandosi in difficoltà, viaggiava verso il risanamento. 24 ore dopo, le signore del collegio gli hanno inviato il loro “parere non favorevole sulla proposta di bilancio, in quanto le previsioni di bilancio non rispettano, con riguardo al principio della coerenza interna, la congruità e l’attendibilità contabile delle previsioni di bilancio”. I revisori sollevano diversi casi che fanno capire perché quel cartellino giallo sul rendiconto è diventato rosso sul previsionale.
Si fa riferimento ai proventi del servizio idrico, per cui quanto si prevede di incassare risulta “eccessivo rispetto a quanto accertato, fatturato e riscosso negli anni precedenti”. Stesso ragionamento per le entrate relative al recupero dell’evasione tributaria, che sarebbero “sovrastimate rispetto all’accertamento e alla riscossione riferite agli anni precedenti”. Poi c’è la questione dei proventi che derivano da canoni patrimoniali concessori non ricognitori (vedi ad esempio le linee aree e sotterranee Enel e Telecom) che risultano tra le entrate, “nonostante le ripetute sentenze sfavorevoli”. Così facendo, dice l’organo di revisione, l’equilibrio di bilancio risulta “falsato”. Un altro problema è il “grado di conflittualità presente nel Comune che rende difficile circoscrivere i rischi e conseguentemente quantificare un congruo valore da accantonare a spese potenziali”. I revisori rimarcano pure che ci sono “attività di transazione rispetto a cui non sono presenti riferimenti in bilancio”. L’ultima nota dolente riguarda la gestione delle società partecipate: “Non sono presenti piani programma nelle società partecipate e delle istituzioni attraverso le quali il Comune trasferisce il proprio indirizzo economico finanziario agli stessi”.
«Quando si dice che le bugie hanno le gambe corte!» esclama Luigi Febo, «zolo due giorni fa il sindaco pontificava sui “menagrami di sinistra” che buttano discredito sulla sua Amministrazione mentre lui dice di aver varato il risanamento con l’avvallo dei revisori! Da cui, invece, è stato palesemente smentito». Il sindaco che dice? In modo laconico parla di un emendamento che sanerebbe tutto. Sarà vero?

