I ricercatori Cotir: «Siamo in coma indotto»

28 Settembre 2017

Appello all’europarlamentare Aiuto: porti la chiusura del nostro Centro alla Corte di giustizia europea

VASTO. Il Cotir in abbandono. «I lavoratori sono stati condannati allo stato di coma indotto», conferma il legale che assiste i lavoratori, l’avvocato Carmine Di Risio. I commissari liquidatori si sono dimessi e la Regione che li ha nominati, dopo le promesse sul futuro del centro, è silente. L’unica certezza al momento è che i 30 dipendenti non prendono lo stipendio da 2 anni e mezzo, garantendo comunque la propria presenza sul posto di lavoro. Non sono stati assorbiti da altri centri. Né possono partecipare a progetti, bandi e concorsi perché il Cotir è in liquidazione. Una situazione paradossale che i lavoratori vogliono raccontare e per questo chiedono spazio sulle reti televisive nazionali. Vogliono far conoscere all’Italia il “Caso Cotir”. «La situazione di questo centro che ha tutti i numeri per risolvere problemi ambientali, siccità e molto altro e invece è stato condannato a morte sembra non interessare nessuno. Fino ad oggi i media nazionali ci hanno snobbato», commentano i lavoratori chiedendo alla stampa locale di portare all’attenzione del Paese la paradossale vicenda. E non solo. Da contrada Zimarino è partito l’Sos all’europarlamentare Daniela Aiuto. «A questo punto solo lei può darci una mano», dicono le maestranze decise a rivolgersi alla Corte di giustizia europea. La Regione, a parere dei ricercatori, ha decretato la chiusura definitiva del Centro. Non a caso il presidente del consiglio di amministrazione che aveva portato a termine lavori con il Piano di sviluppo rurale e mai aveva fatto mancare la liquidità (anticipando anche di tasca propria) per pagare le utenze (luce e gas ) è stato sostituito da commissari liquidatori che a loro volta si sono dimessi.
«È proprio triste vedere oggi un Centro regionale con la struttura che cade a pezzi con i lavoratori che sono abbandonati al loro destino senza avere dalla Regione delle direttive su cosa fare e quale tipo di lavoro portare a termine», è stato il commento più volte espresso dai sindacati.
«Chiediamo all'europarlamentare Aiuto giustizia, la giustizia che merita un centro che poteva e doveva essere uno strumento indispensabile per il mondo agricolo e il nuovo Piano di sviluppo rurale. Invece questa Regione non solo non tiene al Cotir, ma ha deciso di farlo morire di inedia», è l'appello dei ricercatori. (p.c.)
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