I ricoveri sono ancora in crescita, all’ospedale è caccia ai posti letto

La Asl costretta a riconvertire un altro reparto per assistere i pazienti positivi al coronavirus Rianimazione Covid quasi piena con 14 ricoverati. Allarme di Cipollone: «Il 75% non è vaccinato»
CHIETI. I ricoveri per Covid continuano a crescere e la Asl è costretta a riconvertire un altro reparto del Santissima Annunziata per far posto a chi è stato contagiato dal virus. Ieri pomeriggio si è svolta una riunione dell’unità di crisi con i vertici dell’azienda sanitaria locale. Dati alla mano, di fronte al salire del numero delle ospedalizzazioni Covid, sono state decise le linee strategiche per far fronte all’emergenza. Il reparto che verrà riconvertito per ospitare pazienti Covid è la Medicina 2 diretta da Ettore Porreca. Il reparto, a pieno regime, può contare su 28 posti. Prima della Medicina 2 era stato riconvertito in reparto Covid anche la Geriatria, una decisione che aveva già iniziato a mandare in sofferenza sia il Pronto soccorso che il reparto di Lungodegenza di Ortona che ha dovuto sopperire alla mancanza di posti letto per i pazienti più anziani. Oltre a questi reparti, sono interamente Covid anche la Pneumologia e il reparto di Malattie infettive da sempre in prima linea nella battaglia al virus. Sfrattando gli ambulatori di ginecologia, inoltre, sono stati trovati altri 15 posti letto collegati al reparto di Medicina 1 a servizio della medicina Covid. Al netto di questi 15 posti letto che si trovano al livello 8 del corpo D, la Medicina 1 resta al momento l’unico reparto “bianco”, vale a dire non Covid, dei tre reparti di Medicina dell’ospedale teatino. Il reparto è diretto dal professor Francesco Cipollone che è anche il referente della medicina Covid per l’intera Asl. Sui 15 posti letto collegati alla Clinica medica di Cipollone, l’unità di crisi di ieri ha preso ulteriori decisioni. «È stato stabilito», dice Cipollone, «che quest’area può essere utilizzata come area multifunzionale chirurgica. È destinata, cioè, a pazienti che hanno altri tipi di problemi ma che sono anche positivi al Covid e perciò non possono essere ricoverati in altri reparti. Visto che la circolazione del virus, soprattutto con la variante Omicron, è molto massiccia, troviamo molti pazienti che hanno diverse problematiche e che magari scoprono di essere positivi quando vanno a fare il tampone per venire in ospedale. Quindi quest’area potrà contare su ortopedici, urologi e altri chirurghi specializzati in diverse discipline».
Al salire delle ospedalizzazioni corrisponde anche una maggiore occupazione dei letti di terapia intensiva. Solo una settimana fa la Rianimazione Covid era piena a metà, ospitando 9 pazienti (di cui 7 non vaccinati) su 18 posti letto. Ieri, invece, erano 14 i posti occupati: «Il 75% circa dei pazienti in Terapia intensiva», riferisce Cipollone, «non è vaccinato».
Secondo le stime della Asl, in linea con quelle nazionali, il picco della quarta ondata Covid è atteso a fine mese: «Altre due settimane», commenta Cipollone, «e poi dovremmo scavallare». L’unico dato positivo è che l’influenza stagionale è sotto i numeri degli anni pre-Covid. «Merito della vaccinazione antinfluenzale a cui è ricorso un numero più elevato di popolazione e merito delle mascherine che siamo costretti a indossare», dice Cipollone, «l’anno scorso i numeri dell’influenza si erano addirittura dimezzati e anche quest’anno stiamo assistendo a un deciso calo». E se così non fosse stato, l’ospedale avrebbe rischiato il collasso.
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