I Ris nel bar della sparatoria per ricostruire il ferimento

SAN SALVO. Chi la sera del 14 aprile sparò a Fasli Faslia, 32 anni, davanti al bar Evelin, dice di averlo fatto per legittima difesa e per evitare che dei bambini potessero essere coinvolti o,...
SAN SALVO. Chi la sera del 14 aprile sparò a Fasli Faslia, 32 anni, davanti al bar Evelin, dice di averlo fatto per legittima difesa e per evitare che dei bambini potessero essere coinvolti o, peggio, feriti. Non la pensano così i difensori del ferito, gli avvocati Fiorenzo Cieri e Luigi Stampone. «Fasli Faslia, è stato colpito per primo», sostengono i legali. «Cadendo sono partiti accidentalmente dei colpi. Lui non ha sparato», affermano Cieri e Stampone. Due versioni sostanzialmente opposte quelle di Faslia e dei fratelli Clirim ed Elvin Tafili, e Lulzim Bimi, i rivali dell’uomo. Dichiarazioni che hanno convinto la Procura a disporre un accertamento tecnico irripetibile sul luogo della sparatoria. Il 26 maggio prossimo i Ris di Roma saranno a San Salvo per ricostruire la drammatica sequenza costata il ferimento di Faslia e verificare la traiettoria di tutti i colpi partiti.
Clirim Tafili, 46 anni, e Lulzim Bimi, 28 anni, sono accusati di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Elvin Tafili, 40 anni, solo di porto abusivo di arma. Il tribunale del riesame ha respinto qualche giorno fa la scarcerazione dei tre richiesta per stato di necessità. Un’ipotesi avanzata dai loro avvocati, Antonello e Giovanni Cerella e Alessandro Orlando. Anche Fasli Faslia dopo il ricovero in ospedale (ha subito un intervento chirurgico per l’estrazione dei proiettili) è stato trasferito in carcere ma è a Pescara. Lui è la figura chiave della vicenda e il custode del movente della sparatoria. Gli investigatori pensano che abbia raggiunto il bar Evelin per vendicarsi di un torto subito. Fasli, che in un primo momento si era avvalso della facoltà di non rispondere, ora respinge le accuse. «Non è andato al bar per sparare e non è stato lui a sparare», insistono gli avvocati Fiorenzo Cieri e Luigi Stampone. Anche lui è accusato di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco.
Oltre all’incidente probatorio dei Ris, a dare una grossa mano alla Procura e ai carabinieri saranno le immagini della videosorveglianza che hanno ripreso la sparatoria. L’obiettivo ha ripreso la sequenza di fuoco. I carabinieri continuano comunque a scavare nella vita dei protagonisti della sparatoria e soprattutto nella vita di Fasli Faslia. Perchè Faslia la sera del 14 aprile è andato al bar Evelin? È stato forse chiamato da qualcuno? Che cosa e chi ha armato la sua mano? Voleva vendicare se stesso o qualcun altro a lui molto caro? E ancora: come e dove i protagonisti della sparatoria si sono procurati le pistole Beretta calibro 9 e per quale motivo giravano armati? Gli investigatori stanno indagando sul passato remoto e prossimo dei quattro indagati. (p.c.)
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