I rom sotto accusa in servizio alla Caritas

8 Luglio 2021

Angelo Guarnieri, a capo di una delle fazioni, farà il cameriere alla mensa per 7 mesi. Altri due ai lavori socialmente utili

LANCIANO . In servizio alla mensa Caritas di Olmo di Riccio per sette mesi. È questo il lavoro socialmente utile che svolgerà Angelo Guarnieri, 62 anni, concesso dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi nell’ambito del procedimento per la rissa tra due rami della famiglia avvenuta il 26 giugno 2020 nel quartiere Santa Rita. A rispondere a vario titolo di rissa aggravata e lesioni sono: Angelo Guarnieri e il fratello Gaetano, 60 anni, alla guida di due opposte fazioni che risultano parti offese e lese allo stesso tempo; i figli di Angelo, Gaetano, 38 anni, e Fabrizio Guarnieri, 33, e il genero Sergio Di Rocco, 41 e Fioravante Di Rocco, 19 anni (la fazione 1 rappresentata dall’avvocato Vincenzo Menicucci); il figlio di Gaetano senior, Sante Guarnieri, 23, e il genero Enzo Manzi, 43, Demis Manzi, 21, Federico Cervelli, 20, e Kevin Guarnieri, 21 (la fazione 2, difesa dai legali Gaetano e Maria Rosaria Pedullà).
Nella nuova udienza preliminare Nappi ha approvato il programma di reinserimento di Angelo, con il lavoro alla mensa dei poveri, mentre Kevin e Sante Guarnieri, pure ammessi ai lavori socialmente utili, devono attendere l’udienza fissata al 25 ottobre prossimo per scoprire dove li svolgeranno e quali enti li accoglieranno, visto che gli uffici dell’esecuzione penale esterna (Uepe) stanno stilando il programma di trattamento. Il 25 ottobre, poi, il giudice - come accaduto ieri per Angelo - lo vaglierà, sospenderà il procedimento e dopo lo svolgimento dei lavori estinguerà il reato. Un’udienza complessa per Nappi, che ha anche accolto la richiesta di rito abbreviato dell’avvocato Pedullà per Antonietta Spinelli, 56 anni, Laura Manzi, 20 anni, Addolorata Guarnieri 43 anni, accusate di concorso in rissa e lesioni. Udienza fissata all’8 novembre, data in cui si dovranno decidere gli altri abbreviati del fascicolo principale della rissa scoppiata la sera del 26 giugno 2020, quando le due fazioni si sono sfidate tra loro con minacce e agguati, spostandosi all’interno di Santa Rita. Come ricostruito dalla polizia, dagli insulti le due famiglie sono passate alle mani: calci, pugni e l’uso di armi improprie quali bastoni, stampelle, la cassetta per le lettere, crick, spranghe e bottiglie.
A scatenare la violenta lite un appartamento Ater conteso in via Sigismondi. Legati alla rissa ci sono stati anche danni alle porte delle case, alle auto e infatti il giudice Nappi nell’udienza ha anche disposto il rinvio a giudizio, il processo dinanzi al tribunale monocratico, al 21 aprile 2022 di Gaetano, Kevin, Sante Guarnieri, Demis ed Enzo Manzi per minacce e danneggiamento, e di Tommaso Guarnieri per uso arbitrario delle proprie ragioni.