I saldi fanno flop, anche da Chieti parte l’appello al ministro

22 Gennaio 2022

CHIETI. Un calo dei consumi che sfiora il 30% nei negozi, con un’evidente contrazione degli affari che ha paralizzato le vendite natalizie e non ha fatto ancora decollare la stagione dei saldi...

CHIETI. Un calo dei consumi che sfiora il 30% nei negozi, con un’evidente contrazione degli affari che ha paralizzato le vendite natalizie e non ha fatto ancora decollare la stagione dei saldi invernali, ben lontani dai dati registrati negli anni precedenti alla pandemia. Federmoda Confcommercio lancia l’allarme rosso e invia una lettera accorata al governo. I destinatari della missiva sono, rispettivamente, il Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ed il vice ministro Gilberto Pichetto Fratin. I dati messi nero su bianco da Federmoda Confcommercio sono eloquenti. L’Ufficio studi di Confcommercio ha evidenziato come sia stato registrato un segno meno pari al 10,5% nel comparto dell’abbigliamento e delle calzature mettendo a specchio il 2019 ed il 2021. Il dato, peraltro, rappresenta una media riguardo i consumi effettuati su tutti i canali di vendita. Di conseguenza, togliendo gli acquisti sul web, il calo riscontrato nei negozi in presenza tocca quasi il 30%. Un dato a dir poco preoccupante considerando le numerose settimane di lockdown vissute negli ultimi due anni che hanno fatto perdere al settore, dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021, 31.373 addetti nel solo commercio della moda. Il governo, sottolinea Confcommercio, ha stanziato dei piccoli sostegni alla categoria ma non sono bastati. A causa dell’enorme mole di contagi da Covid, e di quarantene, gli affari sono in picchiata un po’ ovunque. Di conseguenza Federmoda Confcommercio invoca l’aiuto del Governo. Spiega Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio e Federmoda Chieti: «Per i negozi fisici e in particolare per quelli della moda che abbracciano l’abbigliamento, le calzature, la pelletteria, gli accessori, il tessile moda e per la casa, la nuova ondata pandemica che di fatto ha prodotto un nuovo lockdown, l’inflazione, il caro energia, l’altissimo costo dei carburanti, ha raffreddato i consumi e congelato la ripresa».