il referendum

I separatisti di Isernia esultano: il voto pro-Abruzzo è più vicino

9 Agosto 2026

Il presidente della Provincia molisana: «Bene il pronunciamento, resa giustizia a migliaia di cittadini.

Adesso il nostro consiglio deve pronunciarsi sulla richiesta di indizione di un referendum popolare»

CHIETI

Referendum pro-Abruzzo più vicino. Il Comitato promotore del referendum per il passaggio della Provincia di Isernia è netto dopo la vittoria ottenuta davanti al Consiglio di Stato: «La Costituzione vince sui veti burocratici. Ora la politica si adegui: la parola torni ai cittadini» afferma Antonio Libero Bucci, presidente. «Accolgo favorevolmente questo pronunciamento che rende giustizia alle migliaia di cittadini che hanno firmato per avviare l’iter della consultazione» afferma Daniele Saia, presidente della Provincia di Isernia. Adesso il consiglio provinciale di Isernia dovrà pronunciarsi sulla richiesta di indizione di un referendum popolare per l’aggregazione della Provincia alla Regione Abruzzo.

Il Comitato per l’aggregazione della Provincia di Isernia all’Abruzzo si è costituito nel 2024, sostenuto da una petizione che ha raccolto, tra gli elettori dei 53 comuni della provincia di Isernia, 5.236 firme su questo quesito: «Volete che la Provincia di Isernia sia staccata dalla Regione Molise e aggregata alla Regione Abruzzo?». L’iter si è bloccato nel dicembre scorso, quando il segretario generale aveva comunicato ai promotori l’improcedibilità della richiesta per la mancanza, nel carteggio, della proposta deliberativa ritenuta necessaria per avviare l’istruttoria. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al comitato.

«VIA AL PERCOSO»

«La decisione» afferma Antonio Libero Bucci «riapre concretamente il percorso istituzionale verso il referendum. Sarà infatti ora la Provincia di Isernia a dover valutare l’iniziativa e, nell’ambito delle proprie competenze, decidere sull’avvio dell’iter previsto dall’articolo 132 della Costituzione. Il Presidente Saia nelle interviste» sostiene Bucci «si affretta a dichiararsi da sempre favorevole al referendum, scaricando l’intera responsabilità sul Segretario generale della Provincia di Isernia. Si tratta, a nostro avviso, di una camaleontica azione di riposizionamento, utile solo a parare il colpo e a tutelare la propria poltrona». Il comitato promotore esprime profonda soddisfazione per gli esiti della sentenza, sostenendo che è caduta «la foglia di fico dei dinieghi tecnici e burocratici». «Il Consiglio provinciale» conclude Bucci «è ora chiamato a un atto dovuto, adempimento istituzionale di pura presa d’atto. Che finalmente, prenda atto della volontà di cinquemila cittadini firmatari e si consenta l’espressione del popolo sovrano».

E L’ATTUTALE PROVINCIA?

Per il presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, «la pronuncia dei giudici amministrativi stabilisce in modo inequivocabile la correttezza della linea che, come presidente, ho sostenuto fin dall’inizio della vicenda, favorendo il diritto alla partecipazione dei cittadini rispetto agli ostacoli burocratici. Il segretario generale della Provincia aveva dichiarato l’istanza improcedibile in quanto priva di proposta deliberativa. Una decisione a cui mi ero fermamente opposto, attraverso l’invio di una nota che invitava lo stesso segretario a riesaminare la vicenda. Anche l’Avvocatura provinciale, su mia richiesta, aveva rassegnato un parere legale nella direzione di consentire l’avvio della procedura referendaria. Pertanto, accolgo favorevolmente questo pronunciamento che rende giustizia alle migliaia di cittadini che hanno firmato per avviare l’iter della consultazione. Del resto, andando oltre le note trasmesse al segretario, avevo espresso già pubblicamente e alla stampa la volontà di portare la questione referendaria in Consiglio provinciale, come previsto dalle procedure amministrative. Ed è la stessa posizione» conclude Saia «che ho sostenuto anche negli incontri con i promotori del comitato per l’aggregazione. Da questo momento il percorso è finalmente sbloccato e si andrà avanti con tutte le procedure del caso».