I sindacati: casse vuote dipendenti senza stipendi

Lettera delle rsu delle case di riposo: i Comuni non versano le proprie quote e i lavoratori non possono percepire i pagamenti, ora la politica si svegli
CHIETI. Stipendi in ritardo alle case di riposo Istituti riuniti San Giovanni Battista a causa dei Comuni che non versano le proprie quote: «Le casse sono vuote», denunciano i sindacati che parlano di una «nefasta situazione economica». In una lettera firmata dai componenti rsu Fausta Ballatore, Emma De Vincentiis, Gabriele Mancini, Pino Palmerini e Patrizia Paolini, i sindacati si dicono «sfiduciati ma non intenzionati ad arrendersi».
La lettera delle rsu rivela che «i mancati pagamenti delle quote di compartecipazione alla spesa socio sanitaria a carico dei Comuni, che al 28 febbraio scorso non hanno ancora versato quanto dovuto per l’anno 2017 e per alcuni anche per il 2016» si scaricano sui lavoratori che assicurano l’assistenza: «Le casse sono vuote e si è impossibilitati a onorare gli impegni presi, soprattutto ai lavoratori con il mancato pagamento dello stipendio del mese di febbraio e dei trattamenti accessori pregressi», dicono Ballatore, De Vincentiis, Mancini, Palmerini e Paolini. È lunga la lista dei Comuni morosi ma, secondo le rsu, sarebbero le amministrazioni di Chieti e Pescara quelle che devono pagare «le cifre maggiori».
Poi, i sindacati rivelano i retroscena di una lotta politica per una poltrona e puntano il dito contro «la mancata nomina del consiglio di amministrazione della Asp 1 della provincia di Chieti bloccata da anni a causa di un contenzioso tra i diversi schieramenti politici sul nominativo di un componente, perpetuamente riportato sul tavolo, ritenuto non legittimo da un colore politico e legittimo per l’altro colore. Fatto sta che dal 2011, anno di una legge regionale sul tema, nessuno è stato capace di portare all’operatività delle Asp».
Le rsu parlano anche della sede di Villa degli Ulivi: «È chiusa ormai anni», dicono i sindacati, «ma la Regione erogò alla Asl 2,5 milioni di euro per la realizzazione di un primo lotto funzionale di 40 posti in rsa, dei quali ne sono stati realizzati solo 20, né autorizzati né accreditati».
I sindacati ricordano gli incontri con le istituzioni: «Ci siamo adoperati per trovare possibili soluzioni ma abbiamo sentito tante promesse e visto nessun risultato. A questo punto», concludono, «ci chiediamo se la classe politica cittadina e regionale ricorda che a Chieti esiste una struttura che tutti chiamano i Cappuccini che, da oltre 150 anni, provvede al ricovero e all’assistenza di persone che ne necessitano».

