I sindacati chiedono la testa di Del Vecchio

31 Marzo 2017

Striscioni nella notte alla D’Annunzio contro il dg interdetto Ultimatum al cda: «Licenziatelo subito oppure sarà sciopero»

CHIETI. Rescissione del contratto per giusta causa. È la richiesta tout court dei sindacati d’ateneo, che invocano con insistenza il licenziamento del direttore generale dell’Università d’Annunzio, Filippo Del Vecchio, forti anche di un parere del Ministero dell’università e della ricerca, a firma del direttore generale Daniele Livon. Nel documento si legge che il Miur «ritiene necessario che l’ateneo verifichi la situazione del collocamento in quiescenza del dottor Del Vecchio», interdetto per sei mesi dalla carica dal gip di Chieti, assieme all’ex rettore Carmine Di Ilio, che nel frattempo si è dimesso.

E ieri notte, nella sede dell’università, sono comparsi anche diversi striscioni sistemati nella notte in luoghi strategici, inneggianti all’allontanamento del direttore, che nel frattempo attraverso il proprio legale, l’avvocato Stefano Rossi, si è rivolto al tribunale della libertà per chiedere l’annullamento della misura interdittiva. La data fissata inizialmente per l’esame del ricorso era quella del tre aprile, ma è slittata al dieci perché Del Vecchio avrebbe chiesto di acquisire ulteriori documenti. Oggi pomeriggio, intanto, torna di nuovo a riunirsi il cda per l’esame dei provvedimenti urgenti per sopperire alla vacatio del dg. Manca però il parere legale, e con ogni probabilità la riunione slitterà a lunedì pomeriggio. Nel frattempo i sindacati tornano alla carica, anche per quanto riguarda la questione della sospensione del senatore accademico Goffredo De Carolis, disposta da Del Vecchio qualche giorno prima dell’interdizione. «L’assemblea del 14 marzo ha deciso lo sciopero di solidarietà a De Carolis a fronte del provvedimento assunto nei suoi confronti, e ha stigmatizzato l’agire degli ex vertici dell’Ateneo chiedendo a gran voce la loro rimozione. Questi eventi hanno prodotto una costante riflessione sul da farsi da parte delle organizzazioni sindacali e della Rsu, in un continuo mutamento degli scenari che hanno determinato qualche indugio sull’indizione dello sciopero del 3 aprile ­- da farsi nel rispetto delle normative vigenti ­- e sulla opportunità di posporlo a necessità più urgenti». Mentre il caso De Carolis resta congelato, in attesa del pronunciamento del giudice del lavoro al quale il senatore si è rivolto, i sindacati sono aspettano il verdetto del Riesame, ma intanto chiedono «con forza la rescissione del contratto del dg per giusta causa da parte dell’Amministrazione, come peraltro suggerito dal Miur». A firmare la lettera dei sindacati, inviata ai consiglieri di amministrazione e per conoscenza ai senatori accademici ed al decano, Michele Vacca, sono stati Maria Agnifili e Lidia De Biasi (Flc Cgil), Gianluca Di Sante (Cisl Università), Antonio Pellegrini (Csa Cisal), Valentino Barattucci (Uil-Rua) e la Rsu d’ateneo attraverso il coordinatore Luigi Fusella.

In ogni caso, affermano, «l’azione sindacale non si fermerà fino al ritiro e all’annullamento del provvedimento» a carico di De Carolis. «In questa situazione», concludono, «riteniamo di dover verificare i vari scenari possibili non escludendo, previa convocazione di un’altra assemblea generale, l’indizione di una nuova data di sciopero se sarà necessario». (a.bag.)