I sindacati: «Si fermi tutta la Val di Sangro»

19 Marzo 2020

Atessa. Protesta anche l’indotto Sevel. I rappresentanti dei metalmeccanici: gli operai non rischino

ATESSA. Non solo Sevel, e non solo il suo indotto, ma tutta la Val di Sangro deve fermarsi, assieme al resto della regione per scongiurare il diffondersi del coronavirus. È l'appello accorato che i sindacati metalmeccanici stanno condividendo con i lavoratori di ogni settore, non solo quello automotive.
«Condividiamo le preoccupazioni dei 41 sindaci del comprensorio della Provincia di Chieti, dei sindaci di Teramo, dell’Aquila e del Molise», interviene il segretario di Fim Cisl, Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, che ha informato dell’iniziativa anche il segretario generale di Fim, Marco Bentivogli, «che chiedono la chiusura delle attività produttive non di prima necessità. Nelle aziende e sui mezzi di trasporto pubblico risulta difficile il rispetto dei decreti. Il movimento e la contemporanea presenza di migliaia di lavoratori nelle zone industriali potrebbe innescare focolai di contagio diffusi simultaneamente su tutto il territorio e questo sappiamo tutti metterebbe seriamente a rischio la tenuta delle strutture sanitarie locali che sicuramente sono di molto inferiori rispetto alle regioni del nord». «Riteniamo importante la presa di posizione dei sindaci», sottolinea Alfredo Fegatelli, Fiom Chieti, «e ricordiamo che se esistono i presupposti, gli stessi, coinvolgendo la Regione, possono percorrere la strada della quarantena nei propri Comuni al fine di contribuire a limitare i movimenti e di conseguenza la diffusione del virus. La Fiom sarà a sostegno dei lavoratori e di quanti opereranno ion difesa loro e delle comunità in cui vivono».
E prosegue lo sciopero alla Isringhausen, fabbrica che produce sedili per i furgoni commerciali di Sevel. Alla protesta partecipano tutte le sigle sindacali, Fim, Fiom e Uilm che avvertono: «Potremmo ritirare lo sciopero e concordare un sopralluogo domani-sabato, per ribadire l’assoluta totale mancanza della condizione prevista dai protocolli, per ripartire nuovamente con lo sciopero da lunedì».
Anche l’Ugl, attraverso il delegato Sevel Antonio D’Alonzo, fa appello a istituzioni, sindaci e aziende per fermare tutte le produzioni: «Non esistono lavoratori di serie A e di serie B», rimarca, «anche i circa 200 lavoratori Ckd (lavorazioni per il Messico, ndc) all'interno di Sevel devono fermarsi».
L’Usb Abruzzo e Molise nei giorni scorsi aveva scritto una nota congiunta ai presidenti di Regione, Confindustria, Inail, a tutte le Asl e prefetture e alle aziende più importanti. La proposta, rimarca il delegato Usb Fabio Cocco, è il «blocco immediato e totale delle attività lavorative per 15/20 giorni da coprire con gli ammortizzatori sociali, integrazioni economiche, anche di carattere aziendale, che raggiungano il 100% delle retribuzioni. Ciò comporterebbe un sacrificio per tutti ma indispensabile e non rinviabile».
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