I sindaci: adesso fatti concreti per la sanità

19 Dicembre 2021

Dopo l’incontro a Gissi con Marsilio e Verì, domani nuovo vertice sull’assistenza nei piccoli centri

GISSI. Delusione e preoccupazione. Sono questi i sentimenti espressi dai sindaci del Vastese al termine dell’incontro tenuto a Gissi con il presidente della Regione, Marco Marsilio, l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, e il manager della Asl, Thomas Schael, per discutere di assistenza sanitaria sul territorio. I piccoli comuni, anziché di telemedicina, avrebbero preferito sentir parlare dell’arrivo di nuovi medici di base. Per il governatore , che ha ricordato che la Regione ha approvato una legge contro lo spopolamento delle aree montane, la telemedicina potrebbe essere una soluzione per tutti i problemi. Marsilio ha annunciato la realizzazione a Gissi di una casa di comunità con un investimento di milione di euro. «Le case di comunità», ha spiegato il presidente, «garantiranno l’erogazione di servizi anche attraverso la telemedicina che prevede la presenza di medici, pediatri e specialisti. Questo è il modello di sanità previsto per il presidio territoriale di Gissi».
La risposta dei sindaci racconta lo stato d’animo di migliaia di persone allarmate per l’assistenza sul territorio: «Aspettiamo fatti concreti», è il commento telegrafico del sindaco di Gissi, Agostino Chieffo. «A Gissi i fatti mancano ormai da 20 anni». Non è diversa l’opinione dei sindaci del Medio e Alto Vastese. «A distanza di oltre sei mesi dai primi incontri», ricorda il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, «permangono tutti i problemi lamentati: mancano guardie mediche, i medici di famiglia sono carenti, l’ospedale di Vasto è in grande difficoltà. Il distretto di Gissi è senza un dirigente. In attesa della fantasmagorica telemedicina di cui tutti parlano ma che nessuno sa spiegarci dove sia , vorremmo veder garantito il diritto alla salute».
L’assessore Verì ha parlato di incentivi per i medici che accetteranno di prendere servizio nelle aree più disagiate d’Abruzzo e fra queste c’è il Vastese interno. Un’altra soluzione potrebbe essere consentire agli studenti specializzandi in Medicina generale di partecipare agli avvisi per la copertura dei posti vacanti oppure l’istituzione di nuclei territoriali. Verì ha convocato per domani un tavolo con i sindacati di medicina generale per individuare soluzioni e incentivare i medici ad esercitare la professione nei piccoli paesi. (p.c.)