I sindaci della Sasi votano conti e Cda Pronte due liste

Lanciano. Alle 16 assemblea su bilancio e amministratori Nodo Lega nel centrodestra: vertice per sciogliere i dubbi
LANCIANO. Chiusura dei conti 2018: sono in equilibrio? Riconferma di Gianfranco Basterebbe alla presidenza della Sasi: è scontata? Sono chiamati all’approvazione del bilancio 2018 e al rinnovo delle cariche del presidente e dei due consiglieri del consiglio di amministrazione (Cda) i 92 sindaci soci della Sasi - società che gestisce il servizio idrico integrato - nell’assemblea di oggi, alle, 16 a Palazzo degli studi.
In primis c’è il bilancio che non segna perdite (quello dello scorso anno chiuso al 31 dicembre 2017 aveva un attivo di appena 14.698 euro) ma farà registrare un lieve aumento della tariffa, e questa non è una buona notizia per gi utenti. La buona notizia è che nel bilancio non peseranno più i costi per la vertenza Acea - società dell’energia di Roma - e del personale precario. Per quanto riguarda l’Acea si è chiusa dopo 33 anni la vertenza che portava la Sasi a fare accantonamenti e inserimenti nel fondo rischi per pagare la società romana. La querelle con l’Acea iniziò nel 1985, quando c’era la Cassa per il Mezzogiorno, accusata di captare le acque dal fiume Verde senza autorizzazione creando danni alla società romana perché, sottraendo l’acqua, diminuiva la capacità di produrre energia. Dopo anni di lotte in tribunale, la Sasi era stata condannata a pagare 7.300.000 euro di danni. Dopo una ingiunzione di pagamento che avrebbe spazzato via la Sasi, in estate si era arrivati all’accordo: la società frentana doveva versare 5.400.000 euro: un milione subito e 550.000 euro annui per 8 anni. Nel bilancio 2018 c’è la prima trance del pagamento, il risparmio di 2 milioni di euro sulla cifra fissata dal Tribunale delle acque e la diminuzione degli interessi oltre che delle spese legali avendo rinunciato ad ogni contenzioso. Altra voce da valutare quella del personale con i 67 assunti a tempo indeterminato che dovrebbero alleggerire i costi pagati per gli interinali.
I NUOVI AMMINISTRATORI. L’aver risolto il contezioso Acea e la questione personale dovrebbe aprire le porte alla rielezione di Basterebbe alla presidenza. Ma non c’è accordo tra centrodestra e centrosinistra sul resto del Cda e per formare una lista unica. A pesare c’è il “no” della Lega. Inoltre nel centrodestra si storce il naso sulla elezione del Cda ora perché si volevano attendere le elezioni del 26 maggio, perché potrebbero portare a un cambiamento degli equilibri in Sasi che ad oggi vede la maggioranza di primi cittadini di centrosinistra. Ma non sarebbe possibile andare in regime di prorogatio e quindi si andrà al voto con due liste distinte. Nella lista del centrodestra non ci sarà la consigliera Patrizia de Santis: il nome uscirà dalla Lega e potrebbe essere una donna di San Salvo o il vicesindaco di Fossacesia, Paolo Sisti. Questa mattina ci sarà una riunione tra i sindaci per sciogliere gli ultimi dubbi e presentarsi compatti perché con le divisioni si rischia di lasciare al centrosinistra l’intero Cda. Nel centrosinistra non si punta sulla rielezione della vicepresidente Paola Tosti di Vasto. Ci sono pressioni tra i sindaci dell’Alto Vastese e del Sangro Aventino che vorrebbero un rappresentante. La crisi idrica si fa sentire sul versante che da Altino-Casoli porta nel Vastese già a secco nonostante l’estate lontana. Oltre a Basterebbe, primo della lista, pare tornato in auge Camillo Di Giuseppe, ex sindaco di Altino, area Pd. Dovrà però esserci anche una donna per le quote rosa.
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