I sindaci: lago di Casoli, no allo svuotamento

Quattro Comuni si schierano contro l’Acea e chiedono un incontro: «Il bacino ridotto a una palude»
CASOLI. I sindaci Massimo Tiberini (Casoli), Vincenzo Muratelli (Altino), Danilo D’Orazio (Civitella Messer Raimondo) e Mario Zulli (Gessopalena) hanno chiesto un incontro con i vertici Acea per lo svuotamento del lago Sant’Angelo detto di Casoli.
«Non è ammissibile», dicono i primi cittadini, «lo svuotamento sistematico del lago, che sta scomparendo, nonché la desolante visione di un bacino ridotto disastrosamente a palude maleodorante di piante e pesci morti, a causa di cambiamenti climatici repentini, con eccessi di umidità e proliferazione di insetti nocivi e deleteri per uomini, animali e natura circostante». Pare che la consuetudine duri da almeno un decennio. L'invaso si formò agli inizi degli anni '50 del secolo scorso in seguito alla costruzione, da parte della Acea S.p.A., della diga di Casoli, allo scopo di produrre energia elettrica mediante derivazione delle acque dei fiumi Aventino e Verde. Il lago è diventato luogo turistico e caratterizzante un territorio. Cosa lamentano i sindaci? «Da anni, in prevalenza nel periodo estivo, dai primi giorni di giugno, per soddisfare esigenze di carattere industriale, il livello idrometrico del lago Sant’Angelo-di Casoli si riduce mediamente di 15 metri dal suo livello ordinario. Diventa una palude maleodorante e viene mantenuto a quote tali da comprometterne gravemente il valore di bene paesaggistico». I sindaci si fanno carico di un disagio crescente tra la popolazione riguardo alle "estati paludose” del lago di Casoli. «Tutti vedono che l’utilizzo della portata dei fiumi che alimentano il lago, ai fini della produttività della centrale di Altino, non cambi, sia che venga prelevata a lago svuotato in basso, sia che venga prelevata a lago pieno, in alto. Inoltre crediamo che l'Acea», concludono i primi cittadini, «sappia che il comprensorio del lago Sant’Angelo fa parte del Piano Paesaggistico della regione Abruzzo e non può immaginarsi una sorta di deroga per la sola Acea dal rispetto di questi vincoli di legge».

