I sindaci: no ai rifiuti Val di Sangro più verde

Dopo lo stop all’impianto Di Nizio, i primi cittadini rilanciano la tutela della natura Nelli (Legambiente): «Un ecodistretto nell’area industriale, sfruttiamo la Zes»
ATESSA . Un anno pieno di soddisfazioni per i sindaci del Comitato per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente Sangro-Aventino-Frentano, grazie anche alla bocciatura, da parte della commissione regionale Via, del progetto della Di Nizio per lo smaltimento di rifiuti sanitari pericolosi in Val di Sangro. La Ecoeridania ha già rinunciato a riaprire lo stabilimento Ciaf (per fanghi industriali pericolosi) a Piazzano, mentre la Regione ha bloccato definitivamente il tentativo di installare una discarica di amianto a Rocca San Giovanni, risultato per cui si è speso molto il sindaco, Giovanni Di Rito. «Un territorio unito – composto da sindaci, cittadini, associazioni culturali e ambientaliste – ha conseguito, nell’ultimo anno, risultati lusinghieri», affermano in una nota congiunta i primi cittadini. «Dobbiamo ricordare anche la data del 6 novembre 2017, quando oltre 40 fasce tricolore dell’Abruzzo meridionale hanno fatto valere le ragioni dell’ospedale di Atessa, che da alcuni giorni ha visto riaprire il pronto soccorso e ripristinare la medicina. L’attività del Comitato è stata di stimolo per altri, che hanno chiesto frequentemente contatti con i nostri sindaci per discutere su iniziative di tutela e difesa dei loro territori. Questi primi, significativi risultati ci incoraggiano a continuare e a non smobilitare».
«C’è ancora molto da fare e molte altre cose attendono una soluzione positiva», dice il sindaco di Atessa Giulio Borrelli che dà appuntamento per giovedì 13 dicembre, alle ore 17.30, nella sala consiliare di Atessa: «Sarà l’occasione per fare un bilancio dell’attività svolta e aggiornare le nostre iniziative». Sulla bocciatura Via interviene Rebecca Virtù, presidente del circolo Legambiente di Atessa: «Questo risultato è stato possibile grazie alla grande mobilitazione e partecipazione dei cittadini, dell’amministrazione comunale di Atessa e degli amministratori dei comuni della Val di Sangro, del Wwf, di NoiMessidaParte e delle tante associazioni del territorio, degli assessori regionali Lolli e Mazzocca, schierati e impegnati dalla prima ora per bloccare questi insediamenti». «Dopo questo risultato», fa eco Luzio Nelli di Legambiente, «i tempi sono maturi per dare il via a un percorso nuovo in Val di Sangro. Grazie anche alla Zes (zona speciale economica), in cui ricade l’area industriale, abbiamo le condizioni ottimali per realizzare un Ecodistretto». «Non si commetta l’errore di pensare che sia un “no” secco a tutto» sostiene Marco Severo di Noimessidaparte. «La Val di Sangro ha bisogno di un’attenzione maggiore considerando anche le tante attività antropiche. Il bisogno è quello di un Ecodistretto che tuteli l’attuale situazione ambientale».

