I sindaci: torni il medico sulle ambulanze

7 Novembre 2020

In 16 scrivono al prefetto Forgione: «I nostri cittadini hanno gli stessi diritti di chi abita a valle e nelle zone popolate»

LAMA DEI PELIGNI. «Vogliamo i medici a bordo delle ambulanze del 118. I cittadini delle aree interne non sono di serie B. Hanno lo stesso diritto alla salute di quelli che abitano a valle». Non ci stanno al depotenziamento del servizio 118 nelle aree interne i sindaci del Sangro Aventino. Alzano la voce e hanno scritto al prefetto Armando Forgione per denunciare la situazione che si trovano a vivere: la soppressione dei medici a bordo delle ambulanze 118 di Torricella, Lama dei Peligni, Castiglione e a breve anche di altri comuni, stando ai piani Asl. Non ci stanno neanche i 33 comuni della Strategia nazionale aree interne “Basso – Sangro - Trigno”, che tramite il referente Antonio Tamburrino, hanno scritto a Regione e Asl per un incontro immediato in cui discutere del problema. Stesso incontro chiesto dai sindaci del comitato ristretto Asl, Massimo Tiberini (Casoli), Mario Pupillo (Lanciano) e Francesco Menna (Vasto). Cresce la protesta dei sindaci che fanno muro contro una scelta aziendale che definiscono “scellerata”. E sono pronti ad andare oltre, con esposti, denunce e anche ad interessare il ministero.
IL PREFETTO. L’aiuto chiesto ad Armando Forgione porta la firma di 16 sindaci: Mario Zulli (Gessopalena), Carmine Ficca (Torricella Peligna), Andrea Di Fabrizio (Lama dei Peligni), Danilo D’Orazio (Civitella Messer Raimondo), Carolina De Vitis (Lettopalena), Domenico Giangiordano (Roccascalegna), Massimo Tiberini (Casoli ), Vincenzo Muratelli (Altino), Andrea Schina (Colledimacine), Claudio D’Emilio (Palena), Angelo Piccoli (Montenerodomo), Giovanni Paolo Rosato (Taranta Peligna), Raffaele Nasuti (Bomba), Carlo De Vitis (Fara San Martino), Consuelo Di Martino (Palombaro) e Domenico D’Angelo (Pennadomo). «La scelta Asl di trasformare le postazioni medicalizzate h 24 di Torricella Peligna e Lama dei Peligni in postazioni “india”, prive di medici a bordo», scrivono i sindaci al prefetto affinché incontri Asl e Regione, «è fortemente pregiudizievole per i cittadini delle aree interne che si trovano così in una condizione di netto svantaggio rispetto a quanti vivono vicino agli ospedali. La rilevante percentuale di chiamate al 118 per situazioni gravi, aggiunta ai fattori logistico-ambientali, impone la necessità di un ripristino immediato della presenza del medico sulle ambulanze».
I SINDACI. «La scelta di togliere i medici ottenuti a fine 2015 dopo anni di lotte», precisa il sindaco di Lama, Di Fabrizio, «è gravissimo e lede il diritto alla salute delle nostre popolazioni. Dimostra poi la scarsa attenzione per le aree interne della politica regionale. Si parla di potenziamento delle aree interne, di sanità sul territorio e si fanno tagli? Attendiamo il prefetto e siamo pronti ad andare oltre perché con il Covid la situazione è anche peggiore». «La presenza di un medico a bordo è fondamentale per stabilizzare un paziente e dargli la possibilità di raggiungere il più vicino ospedale», aggiunge Ficca, di Torricella. «Il nostro territorio non è fatto di strade pianeggianti e Comuni vicini facili da raggiungere. Inoltre è composto da una popolazione soprattutto anziana, che resta senza assistenza». I sindaci chiedono chiarezza alla Asl tramite il comitato ristretto formato anche dai primi cittadini di Casoli, Lanciano e Vasto. «Il primo incontro il manager Asl ce lo ha negato», dice Tiberini, «ne abbiamo chiesto un altro. Deve dare delle spiegazioni sulle postazioni 118, l’emergenza Covid, i vaccini influenzali». «Deve risposte anche a noi», aggiunge Tamburrino, «anche perché la sanità è uno dei presupposti della strategia. Il taglio dei medici sulle ambulanze è un fatto grave per la popolazione e mette a rischio i nostri progetti». Il manager Asl aveva giustificato i tagli parlando della necessità di «riorganizzare l’emergenza urgenza per una grave carenza di specialisti». (cr.la.)
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