I tamponi a palazzo Lepri e Colle dell’Ara

Sabato e domenica torna lo screening di massa: le postazioni alla Trinità e nel palasport dello Scalo
CHIETI. La scelta è caduta su palazzo Lepri. Lo storico palazzo della Trinità, teatro di feste e appuntamenti culturali, destinerà tutto il pian terreno al nuovo screening di massa anti Covid con i tamponi rapidi antigenici. Lo screening è previsto per sabato e domenica prossimi. A organizzarlo è sempre l’amministrazione comunale che, però, a differenza di quanto fatto a febbraio, ha scelto questa volta solo due sedi dove fare i test, una sul colle, a palazzo Lepri, e l’altra allo Scalo, al palazzetto dell’sport di Colle dell’Ara. Verranno attivate sei postazioni e serviranno un centinaio di volontari, tra personale sanitario e amministrativo. Il Comune ripropone la campagna di screening dopo averla fatta una prima volta nei primi due fine settimana di febbraio. Sono complessivamente 71, sui 104 della provincia teatina, i comuni dove ci si è potuti sottoporre gratuitamente a tampone rapido antigenico. In provincia il primo comune a organizzare lo screening è stato Guardiagrele, partito lo scorso 21 gennaio anticipando tutti. Da allora sono stati effettuati 137.096 tamponi antigenici che hanno individuato 876 positivi (607 confermati al successivo test molecolare). A Chieti, oltre al Comune anche l’università d’Annunzio ha organizzato lo screening con i tamponi rapidi. Complessivamente in città si sono sinora sottoposti al test 19.479 persone. Proprio perché una larga fascia di popolazione ha già partecipato allo screening, il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alla sanità Giancarlo Cascini ritengono che questa volta lo screening dovrebbe essere mirato. «Bisogna cioè», spiegano sindaco e assessore, «sensibilizzare quella fascia di popolazione che è più a rischio, essendo per età è più portata ai contatti, a venire a fare il tampone, perché il virus va cercato in maniera mirata». Occhi puntati, dunque, sui giovani e soprattutto sulle persone che lavorano fuori casa. Secondo i dati dell’Ucat (Unità di coordinamento dell’assistenza territoriale della Asl), l’analisi per età dell'insorgenza dei casi nelle ultime due settimane sul territorio provinciale, registra, infatti, che non sono anziani e bambini quelli che si contagiano maggiormente. La classe di è età più esposta al virus è quella che va dai 50 ai 59 anni, che rappresenta il 18% del totale, seguita da quella che va dai 40 ai 49 anni, che rappresenta il 16% del totale. (a.i.)

