I tamponi rapidi da fine mese in 4 palazzetti dello sport

23 Gennaio 2021

Le postazioni previste in via dei Vestini, Colle dell’Ara, Piana Vincolato e Santa Filomena E Fratelli d’Italia attacca: totale improvvisazione da parte dell’amministrazione comunale

CHIETI. Il Comune punta sui palazzetti dello sport come sede dello screening di massa con i tamponi rapidi. In controtendenza con tutto il resto della regione, che ha scelto le scuole per fare i test, Chieti ha individuato tre palazzetti di propria competenza e uno di proprietà dell’università d’Annunzio: il Pala Santa Filomena, il palazzetto di Colle dell’Ara, quello di Piana Vincolato e il Palacus in via dei Vestini. Da quello che si è appreso, la prima scelta era ricaduta, invece, su 7 edifici scolastici, oltre al Palacus, ma sembra che dal mondo della scuola sia partita una sollevazione che ha fatto sì che il sindaco Diego Ferrara cambiasse idea.
Il target da raggiungere parte da un minimo di 12mila cittadini, anche se si stima che possano essere in 20mila quelli che decidono di sottoporsi allo screening. Le scuole apparivano molto più idonee allo scopo, visto che si sarebbero scelte quelle che ospitano i seggi elettorali, posti, cioè, ampiamente noti, di facile accesso e che hanno già sperimentato i protocolli anti-Covid nel corso delle elezioni comunali. Ma pare che il sindaco abbia deciso di andare incontro alle esigenze del mondo della scuola. L’organizzazione dello screening, comunque, non è ancora terminata, ma il via dovrebbe esserci il 30 gennaio.
Giovedì scorso c’è stata una riunione operativa in municipio dove il sindaco e l’assessore alla sanità Giancarlo Cascini hanno ricevuto il direttore generale della Asl, Thomas Schael, la preside dell’Istituto comprensivo 1, Grazia Angeloni, e i rappresentanti delle associazioni di volontariato, tra cui Antonio Mancini del Not e Marco Rosati della Valtrigno.
Nel corso della riunione, il manager Asl aveva fatto sapere che erano stati in 11 (6 sono infermieri, 4 medici e un biologo) a rispondere all’avviso pubblico bandito dall’azienda per reperire medici e infermieri che, a titolo gratuito, avessero voluto occuparsi dei tamponi rapidi. Il numero è di gran lunga inferiore alle necessità, stimate in almeno 30 unità. Vista la situazione, il sindaco si è messo subito al lavoro per risolvere il problema del personale, pensando, invece, che dal punto di vista delle sedi non ci fosse problema, visto che si era pensato alle scuole. Un punto sul quale si è dovuto presto ricredere. L’unico problema che invece non dovrebbe avere è quello del personale amministrativo: a disposizione ci sono sia i volontari di protezione civile sia, nel caso non dovessero bastare, i consiglieri comunali che sarebbero stati chiamati a raccolta dal presidente del consiglio comunale Luigi Febo. Della questione si riparlerà nelle due riunioni di oggi, nel frattempo il consigliere Roberto Miscia (FdI), insieme ai colleghi Giuseppe Giampietro e Carla Di Biase, accusa l’amministrazione di «totale improvvisazione a gestire l’allestimento della campagna di screening, sbagliando dapprima i luoghi e arrivando poi in ritardo a reperire le ormai scarse risorse ospedaliere da utilizzare». E dunque anche Miscia dice no alle scuole.