«I trapiantati restano senza farmaci»

4 Ottobre 2016

Pesante denuncia della presidente dell’Aido Fasciani: malati rimandati a casa a mani vuote, devono rivolgersi ai privati

CHIETI. Farmacia ospedaliera a secco persino di farmaci per trapiantati. L’allarme arriva dalla presidente dell’Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule) di Chieti, Stefania Fasciani.

Un disagio vissuto in prima persona in quanto la signora Stefania, qualche anno fa, si è sottoposta a Torino a un trapianto di fegato e reni.

La paziente che ha necessità di assumere costosi farmaci anti-rigetto a scadenza mensile, si è recata alla farmacia ospedaliera che ha sede al policlinico e, munita di regolare piano terapeutico con certificato medico si è stata rimandata a casa senza la medicina, ma con un timbro sulla ricetta che consente al malato di ritirare il farmaco in una farmacia privata. E con un ticket che si aggira intorno ai due euro a confezione.

«Trovo che sia oltre che ingiusto vergognoso» attacca la Fasciani «il farmaco salvavita è a completo carico del sistema sanitario nazionale e quindi a costo zero per il paziente. Ma è solo teoria. In pratica» spiega la presidentessa Aido «i malati sono costretti non solo a pagare lo scotto del disagio per i continui viaggi a vuoto in ospedale, ma anche a pagare un obolo alle farmacie private non dovuto. Tutto questo non ha un senso se si tiene conto del tipo di paziente ai quali vengono inflitti questi anacronistici disagi. Si tratta di persone affette da malattie gravi senza le quali non è si rischia la vita».

Il personale addetto alla consegna dei farmaci salva vita non sa più dove andare a pararsi dal momento che rappresentano l’anello della catena più vicino a cittadini sempre più esasperati. «Sarà così fino alla fine dell’anno» è la risposta che viene data a chi torna indietro a mani vuote perché la farmacia è ormai sguarnita di tutto «da gennaio le cose dovrebbero cambiare». Tesi avvalorata anche dalla riunione tenuta ieri in Regione dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci

durante la quale è stata annunciata la possibilità di reperire farmaci salva vita direttamente dalle farmacie territoriali senza passare più attraverso quelle ospedaliere. E nel frattempo? «Quei no sulla consegna dei farmaci pesano come un macigno sulle persone che dovrebbero concentrare tutta le loro energie a combattere le malattie gravi e non a perdere tempo per disfunzioni organizzative che partono dalla Regione. Ho inviato una nota al manager della Asl Pasquale Flacco e all’assessore regionale alla SanitàPaolucci sui gravi disagi patiti dai trapiantati e non solo, senza ottenere alcuna risposta».

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