I tre “dissidenti” si compattano: ecco il nuovo gruppo in Comune

I consiglieri che avevano portato alle dimissioni il sindaco Castiglione si uniscono in “Città che amo” Inizia la settimana decisiva per la giunta. Nessuna reazione ufficiale da maggioranza e minoranza
ORTONA . Nasce il nuovo gruppo consiliare “Città che amo”, formato dai tre consiglieri cosiddetti dissidenti Italia Cocco, Simona Rabottini (capogruppo) e Antonio Sorgetti. Come ipotizzato nel corso dell’ultima conferenza stampa tenuta dai tre, l’idea si è concretizzata ed è stata comunicata, via pec, al presidente del consiglio Vincenzo Polidori e al sindaco Leo Castiglione.
«Il gruppo neo costituito», si legge nella nota stampa, «nasce dopo gli ultimi eventi che, nostro malgrado, ci hanno visti protagonisti fin dal consiglio comunale del 25 novembre scorso, quando la delibera sulla permuta ha palesato una diversa visione di noi tre consiglieri rispetto al resto della maggioranza, e poi con l’ormai nota discussione sul progetto dell’impianto fotovoltaico. Da subito abbiamo condiviso lo stesso metodo di lavoro, i medesimi punti di vista e, soprattutto, il tipo di ruolo che il consigliere comunale è chiamato a svolgere: studiare, approfondire e valutare ogni questione che è sottoposta al suo giudizio avendo come obiettivo l’interesse esclusivo della collettività». Una comunione d’intenti quindi che lega i tre, alle ultime comunali eletti nelle liste “Cittadini consapevoli” (Rabottini e Sorgetti) e “Il Comune delle idee” (Cocco). Un passo avanti nella politica cittadina, col quale inizia la settimana decisiva: da oggi infatti il sindaco Castiglione ha sette giorni per ritirare eventualmente le sue dimissioni.
Domenica 12 marzo è l’ultimo giorno utile. Gli appuntamenti per il futuro sono tanti. Primo fra tutti il bilancio comunale. È necessario trovare una strada se non si vuol tenere la città commissariata per più di un anno.
L’opposizione intanto sta a guardare. L’ultima dichiarazione ufficiale dei sei consiglieri di minoranza Ilario Cocciola, Angelo Di Nardo, Franco Vanni, Gianluca Coletti, Simonetta Schiazza ed Emore Cauti risale ai giorni scorsi. «Noi», avevano detto, «continuiamo a lavorare per Ortona, come abbiamo sempre fatto, perché riteniamo doveroso occuparci delle questioni urgenti che pendono irrisolte e che la maggioranza non affronta. Non siamo interessati a questa crisi, nata dalle beghe nella maggioranza e da risolversi, se sarà ancora possibile, solo al suo interno». Inoltre avevano assicurato che non faranno da “stampella” al governo cittadino.
In più affermavano che «è ormai evidente che la crisi difficilmente potrà trovare soluzione con qualche intervento in bilancio o con incarichi in giunta, perché questo creerebbe solo oneri per la città e non utilità alla collettività».
La palla adesso passa a Castiglione. Un bel rebus per lui e la sua maggioranza in bilico dopo soli otto mesi di governo.
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