«I turisti non compensano gli incassi persi per la Ztl»

1 Maggio 2018

Commercianti delusi dagli scarsi risultati dei nuovi percorsi dell’accoglienza Attesi oggi 1.300 pellegrini ma molti negozi sono chiusi: «Sono solo spese in più»

LANCIANO. «Sì al passaggio dei turisti a corso Roma, ma per ora non compensano gli incassi persi per la Ztl». Lo dice la maggior parte dei commercianti della strada sulla sperimentazione, avviata il mese scorso dall’amministrazione Pupillo, di far scendere i pellegrini in via Spaventa e percorrere corso Roma per raggiungere il Santuario del Miracolo eucaristico. Una scelta che gli esercenti hanno accolto con favore, aprendo i negozi anche nei giorni di festa, ma che non sta dando i frutti sperati. Sono pochi i sorrisi tra i commercianti: c’è scetticismo e qualcuno ha deciso già di non proseguire con le aperture extra. «Il mio negozio sarà chiuso. Non ci sono incassi, è solo una spesa ulteriore restare aperto», dice un esercente riferendosi alla festa del 1° maggio. Oggi è prevista una nuova ondata di pellegrini, ma i negozi saranno aperti a macchia di leopardo. «Sono attese 1.300 persone, gruppi italiani e alcuni dall’Ecuador», dicono dal Santuario, «ieri abbiamo avuto 300 polacchi e oltre 2mila persone, come sabato. Sono gruppi prenotati, ma i numeri salgono perché arrivano anche famiglie». «Siamo felici che i turisti passino di qua», dicono alcuni commercianti del corso vecchio che vogliono restare anonimi, «ma lo saremmo di più se si fermassero. Invece i gruppi passano veloci, la permanenza è scandita da orari e messe. Puntiamo sulle famiglie, che, però, non arrivano in via Spaventa».
Molti pellegrini (il percorso dipende dagli autisti dei bus) scendono ancora al terminal bus in piazza Memmo e, dopo la visita al Santuario, vanno via senza transitare in corso Roma. «Non ho visto i miglioramenti sperati», spiega un’esercente, «sono stata aperta nei giorni di festa e di afflusso massiccio di pellegrini come segnalato dal Comune, ma non ho avuto introiti maggiori, anzi. Domenica c’è stato il deserto, oggi aprirò forse solo la mattina». «Io non apro affatto», dice un altro, «il negozio è vuoto, sono solo spese in più». Molto dipende anche dalla tipologia dei prodotti venduti. «Per ora pesano di più gli incassi mancati per la Ztl», dice la maggior parte dei commercianti, «questa sperimentazione va fatta meglio. Sabato, ad esempio, la strada è stata chiusa perché erano attesi 200 turisti. Ma alla fine non sono arrivati e abbiamo perso anche i clienti che il sabato pomeriggio passano con la strada aperta al traffico. Sono due giorni, poi, che i gruppi tagliano in via Fieramosca. Abbiamo chiesto il perché e alcuni parroci ci hanno riposto: “Così è più corto!”». Alcuni esercenti oggi aprono i negozi, altri no. Ma tutti chiedono di migliorare l’accoglienza, di organizzarla meglio, aprendo ad esempio anche i palazzi storici, la tipografia Masciangelo, e parlando con parroci, catechisti, agenzie e guide per fare in modo che i pellegrini non vadano di fretta, possano vedere altre bellezze della città e fare acquisti. Far restare i pellegrini per ore sarebbe sì un miracolo.
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