I vandali spaccano i vetri della scalinata
Nuovo raid alla Marina: frammenti appuntiti potevano creare seri problemi anche ai bambini
VASTO. Passata l’estate, si sperava che fosse passato anche il periodo critico per quanto riguarda gli atti di vandalismo ai danni degli arredi urbani. I fatti hanno purtroppo smentito gli ottimisti.
Gli operai del Comune sono dovuti intervenire sulla riviera per togliere i frammenti appuntiti dei vetri rotti ai parapetti della scalinata: protezioni abbettute a colpi di pietra e lasciate infilate nello scheletro di metallo. Frammenti appuntiti e taglienti e quindi pericolosissimi soprattutto per i bambini. Altre lastre di vetro hanno resistito ma sono crepate e andranno sostituite.
I soliti ignoti ancora una volta si sono divertiti a distruggere. Una sfida senza senso. Il risultato di una notte di eccessiva euforia. I danni alle vetrate del parapetto non sono una novità. Ormai ce ne sono rimasti pochi integri, dalla zona del monumento alla Bagnante alla chiesa di Stella Maris. Nessuno riesce a sorprendere gli scellerati. Probabilmente aspettano che i locali chiudano e il quartiere si addormenti e cominciano il loro gioco senza senso. E non solo alla Marina. Vasi rotti, strutture in legno distrutte, ringhiere di metallo divelte e lanciate lontano: accade quasi ogni notte nel centro storico. E poi bottiglie di vetro in frantumi, escrementi e vomito.
L’esasperazione dei residenti del quartiere Santa Maria Maggiore è stata raccontata ormai una infinità di volte. La furia devastatrice dei balordi, complice spesso l’alcool, provoca continui danni ingiustificabili. Gesti irrazionali con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Persino le strutture del presepe vivente qualche mese fa sono state distrutte senza alcun motivo.
Più volte sia le forze dell’ordine che il Comune ha chiesto ai cittadini di collaborare facendo squadra. È l’unico modo per impedire ai teppisti senza senno di rovinare città. L’indignazione non ha più colore politico.
Unanime è la richiesta di punizioni esemplari. «Con la videosorveglianza almeno qualche scellerato potrebbe essere identificato», dice un gruppo di pensionati che fermo davanti ai vetri crepati della riviera commenta amaramente l’accaduto. (p.c.)
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