I veleni dell’ex Sogeri inquinano l’acqua

Tollo, blitz della Forestale nella discarica già bonificata, denunciate 4 persone. Il sindaco Radica vieta di irrigare i campi
TOLLO. Falda contaminata, quattro persone denunciate e problema della discarica ex Sogeri che riesplode quando sembrava in via di risoluzione. Le indagini del Corpo Forestale dello Stato, coordinato dal pm di Chieti Giuseppe Falasca, hanno consentito di scoprire la presenza di sostanze inquinanti nella falda, provenienti dai rifiuti tombati dentro e fuori l’area messa in sicurezza.
È il quadro emerso dopo le analisi effettuate che in pratica hanno evidenziato una contaminazione aumentata da altri rifiuti trovati dove non era previsto che fossero. Ne è conseguito, nel mese di luglio scorso, il sequestro tuttora in atto dell’intera area e del sistema di convogliamento delle acque reflue nel torrente Venna.
Dal monitoraggio delle acque sotterranee è stata confermata la presenza di matrici inquinanti quali manganese, nichel, ferro, cromo totale, boro nitriti, solfati e floruri presenti con valori al di sopra dei parametri di legge ed emersi dal monitoraggio delle acque sotterranee.
Nelle acque meteoriche, e quindi di ruscellamento, sono stati individuati inoltre solfati e cloruri riconducibili ad alcune tipologie di rifiuti interrati. Ed a ciò si è aggiunta la scoperta, nel corso di ulteriori accertamenti, di rifiuti speciali interrati al di fuori dell’area cinturata, ovvero in una zona che durante i lavori di messa in sicurezza, finanziati dalla Regione Abruzzo nell’anno 2009, era stata dichiarata incontaminata. Si tratta di scarti di concerie e rifiuti di processi industriali con concentrazioni consistenti di metalli e di altre sostanze riconducibili alle scorie di fusione, portati alla luce per ora in piccola parte con l’ausilio di un escavatore.
Quattro persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria per rispondere della presenza di rifiuti al di fuori dell’area Mispe, delle motivazioni per cui si sono rilevati valori anomali di sostanze inquinanti nelle falde e nelle acque di scarico, e delle conseguenze sulla salubrità ambientale derivanti dai comportamenti illeciti da èarte dei denunciati.
Il sindaco di Tollo, Angelo Radica, ha predisposto un'ordinanza atta a vietare gli attingimenti nel torrente Venna definita da lui stesso «cautelativa». Il primo cittadino non fa drammi: «Non c'è alcun allarme. Abbiamo bonificato un’area ed ora ci occuperemo degli ulteriori rifiuti individuati che verranno smaltiti con un contributo regionale di 250 mila euro».

