I ventuno impianti sportivi vanno ai privati

29 Dicembre 2016

Subito i bandi per i campi di Sant’Anna, Piana Vincolato, Celdit e San Martino. Ecco le regole

CHIETI. Sport a portata di tutti. È la priorità con cui nasce il nuovo Regolamento di disciplina della gestione degli impianti sportivi, licenziato ieri all’unanimità dal Consiglio comunale. «Per noi la pratica sportiva deve essere di massa e non d’élite», ha detto l’assessore allo sport Antonio Viola, «recependo le indicazioni della nuova legge regionale di settore, abbiamo cercato di favorire il più possibile lo sport in città, tentando, allo stesso tempo, di salvaguardare il patrimonio cittadino dei 21 impianti sportivi e di limitare i costi, attraverso la partecipazione alla gestione delle società sportive».

Il Regolamento è strumento fondamentale per mettere subito a bando diverse strutture sportive. Già a gennaio, ha assicurato Viola, si inizierà con i bandi per il campo da tennis di Piana Vincolato, il campo di S. Anna (cui si cercherà di legare anche il percorso-vita), il Celdit e il campo di S. Martino, da anni in completo abbandono.

CHI PUO’ E CHI NON PUO’. In assenza di gestione diretta del Comune, gli impianti sportivi cittadini possono essere affidati attraverso procedure di evidenza pubblica ad “associazioni o società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive o ad enti di promozione sportiva riconosciute dal Coni, iscritte al registro nazionale Coni e che svolgono la loro attività senza scopo di lucro”.

Non possono gestire invece un impianto sportivo soggetti che hanno maturato debiti nei confronti del Comune, ovvero che “in passato non hanno pagato canoni, tariffe o altre imposte all’ente”, come specifica un ordine del giorno del consigliere Alessandro Marzoli (Pd) e come hanno chiesto i 5 stelle Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo. A garanzia di una corretta gestione viene richiesta una fidejussione pari al 10% del costo di gestione su base quinquennale. Marzoli, con appositi emendamenti, ha chiesto e ottenuto che si controllasse «costantemente la validità delle fidejussioni prestate» e che, «in caso di mancata validità della fidejussione, si intervenga tempestivamente per la revoca dell’affidamento».

SCUOLE E RESIDENTI. Particolari clausole sono previste per venire incontro a scuole e residenti del quartiere dove si trova l’impianto. Questi ultimi, infatti, potranno utilizzare gratuitamente gli impianti sportivi annessi alle scuole, purché in orario extrascolastico. Le scuole, invece, potranno utilizzare gratuitamente impianti sportivi comunali per lo svolgimento delle attività sportive previste per gli studenti.

PACE NATALIZIA. Maggioranza e opposizione hanno speso parole di apprezzamento per il nuovo Regolamento. Enrico Raimondi (L’Altra Chieti) ha dato atto del buon lavoro fatto dalla presidente della Commissione allo sport Maura Micomonaco (FI). Argenio ha parlato di un «importante passo avanti in un settore di cui abbiamo segnalato più volte i grossi problemi». Bruno Di Paolo (Giustizia sociale) ha detto che l’unico neo del Regolamento è dovuto «ai vincoli della legge regionale che, inserendo il criterio dell’anzianità, non dà possibilità di partecipazione a tutte le attività sportive, avvantaggiando i soliti noti».

DIFFIDA PER LA PISCINA. Il consigliere Udc Marco Russo, nell’auspicare che il regolamento venga presto attuato, anche con il riconoscimento degli impianti sportivi a rilevanza economica, ha rivelato di aver depositato una diffida proprio in relazione a uno di questi, la piscina comunale.

«Riguarda il bando emesso dalla Teateservizi per la gestione dell’agonistica», ha detto, bando che avrebbe violato le indicazioni della legge regionale recepite dal nuovo Regolamento comunale.

«La violazione», spiega il consigliere, «riguarda la limitazione che il bando imponeva ai partecipanti, laddove la partecipazione risultava limitata a società iscritte alla Fin (Federazione italiana nuoto) da almeno un anno. Cosa che a tagliato le gambe a nuove società teatine che avrebbero potuto nascere raccogliendo l’eredità della Teate Splashing, che ormai si è sciolta. La legge regionale dice invece che bisognava avvantaggiare le società di zona».

Arianna Iannotti