I vertici Silda a processo per bancarotta

Rinviati a giudizio i due titolari dell’azienda che aveva rilevato parte della Golden Lady di Gissi e che successivamente è fallita
GISSI. La riconversione della Golden Lady Company spa di Gissi finisce davanti ai giudici del tribunale di Vasto. Il giudice per le udienze preliminari Anna Rosa Capuozzo ha rinviato a giudizio, all’udienza del prossimo 6 dicembre, i titolari della Silda Invest, Daniele Di Battista e Silvia Del Gatto. L’accusa è bancarotta fraudolenta e distrazione di beni. È l’epilogo della richiesta avanzata dalla Procura dopo la denuncia della curatela fallimentare che si è costituita anche parte civile. Al centro della vicenda ci sono le operazioni fra la Del Gatto (azienda madre) e la Silda. Una denuncia che si è aggiunta agli esposti presentati dagli avvocati dei sindacati e da diversi politici del territorio. L’ultimo portava la firma dell’ex sindaco di Gissi Nicola Marisi, che chiedeva un’indagine per verificare la correttezza dell’operato di tutti i soggetti coinvolti. In particolare era stato chiesto alla Procura di accertare se fossero stati o meno commessi reati nel passaggio di proprietà, perseguendo e punendo a norma di legge gli eventuali responsabili. Altri esposti vennero presentati dagli avvocati dei sindacati, Agostino Chieffo (Cisl e ora sindaco di Gissi), Carmine Di Risio (Uil) e Michele Sonnini (Uil). L’odissea dei lavoratori Golden Lady è riassunta in un esposto lungo dieci pagine. A fine 2011 la Golden lady Company spa comunicò alle organizzazioni sindacali e alle istituzioni l’irrevocabile volontà di cessare l’attività produttiva nello stabilimento di Gissi dove lavoravano 400 dipendenti. Dalla comunicazione partì un percorso caratterizzato dall’intervento del ministero dello Sviluppo economico che doveva portare alla riconversione. La Wollo veniva incaricata di svolgere attività di monitoraggio del mercato per individuare imprenditori interessati alla reindustrializzazione del sito produttivo di Gissi. A maggio 2012 la Silda e la New Trade (entrambe le società pare siano state individuate dalla Wollo) annunciarono il reimpiego dei lavoratori. Il 29 maggio 2012 venne sottoscritto il verbale d’accordo. Regione e Provincia si impegnarono ad attivare programmi di formazione. A latere dell’accordo sottoscritto al Ministero pare che la Golden Lady, per favorire l’insediamento abbia versato alla Silda 10mila euro per ogni lavoratore riassunto (circostanza mai smentita dalle parti), quindi 2.500.000 euro, mentre alla New Trade sarebbe stato concesso l’uso gratuito del capannone e la sistemazione degli uffici. L’accordo non fu rispettato. Le vicissitudini dei lavoratori Silda sono note. «Valuteremo nel corso dell’udienza se costituirci parte civile. Resta comunque il fatto che ai lavoratori non sarà mai restituito il lavoro», commenta amaramente Giuseppe Rucci della Cgil. (p.c.)
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