Idraulico morto, indagati sei sanitari

20 Luglio 2022

Umberto Persiani, 56 anni, è deceduto a Lanciano giovedì scorso in un palazzo. Era stato operato al cuore tre anni fa

CHIETI. Sei tra medici e altri operatori sanitari sono indagati per la morte di Umberto Persiani, l'idraulico lancianese stroncato a 56 anni da un infarto. La Procura di Chieti, con il pm Marika Ponziani, ha aperto un fascicolo, l'ipotesi di reato è di lesioni colpose provocate da responsabilità medica. Nel registro degli indagati sono stati iscritti gli operatori sanitari che avrebbero avuto un ruolo nell'intervento chirurgico al cuore a cui l'artigiano è stato sottoposto tre anni fa all'ospedale di Chieti. Un atto dovuto anche in presenza di un accertamento tecnico irripetibile come l'autopsia. Questa mattina, alle 8,30, il medico legale Cristian D'Ovidio riceve l'affidamento dell'incarico, mentre l'esame sarà eseguito domani all'ospedale di Fermo, al termine dell'autopsia su Annamaria D'Eliseo, la 60enne trovata morta in casa a Lanciano. Entrambe le salme, infatti, sono risultate positive al tampone Covid.
I legali della famiglia Persiani, gli avvocati Sandro Sala e Carlo De Benedictis, hanno nominato come consulente il dottor Raffaele Ciccarese. La Procura di Chieti vuole accertare le cause del malore che ha portato al decesso il 56enne. Sono stati la moglie Carmela e i figli Nicola e Silvio a chiedere di fare chiarezza sulle cause di una morte, a loro avviso, improvvisa e inspiegabile. Nelle poche righe dell'esposto presentato all'autorità giudiziaria, i familiari hanno menzionato l'intervento chirurgico al cuore a cui il 56enne è stato sottoposto nel 2019 all'ospedale di Chieti. Da allora Persiani era a riposo dall'attività lavorativa ed era in attesa di un nuovo intervento, che era stato fissato per il 28 luglio. Giovedì scorso, però, un malore gli è stato fatale. Alle 9,30 circa l'artigiano era appena arrivato nella palazzina di via Renzetti, vicino all'ospedale, dove aveva appuntamento con un architetto per visionare un appartamento per alcuni lavori di manutenzione che avrebbe realizzato l'impresa guidata dal figlio. Una volta nell'androne, Persiani si è accasciato a terra. I soccorsi sono stati tempestivi, ma i disperati tentativi di far ripartire il suo cuore, già malandato, sono stati vani. Sull'accaduto un rapporto è stato consegnato dalla polizia, intervenuta sul posto, al pm di Lanciano, Francesco Carusi, che poi ha girato gli atti, per competenza, alla Procura teatina.
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