Idraulico stroncato da infarto: scatta l’inchiesta contro ignoti

16 Luglio 2022

L’esposto dei familiari del 56enne Persiani: l’uomo era stato operato al policlinico di Chieti nel 2019 Lunedì l’incarico per l’autopsia. L’artigiano avrebbe dovuto subire un nuovo intervento a fine mese

LANCIANO. La Procura di Chieti ha aperto un fascicolo contro ignoti per la morte di Umberto Persiani, l'idraulico lancianese di 56 anni stroncato da un infarto giovedì mattina nell'androne di un palazzo. L'inchiesta, di cui è titolare il pm Marika Ponziani, trae spunto dall'esposto presentato dalla famiglia dell'artigiano, tramite gli avvocati Carlo De Benedictis e Sandro Sala. La moglie e i figli di Persiani chiedono che venga eseguita l'autopsia per fare chiarezza sulle cause di una morte, a loro avviso, improvvisa e inspiegabile. Nelle poche righe dell'istanza all'autorità giudiziaria, i familiari hanno menzionato l'intervento chirurgico al cuore a cui il 56enne è stato sottoposto nel 2019 all'ospedale di Chieti. Ma ipotizzare eventuali colpe mediche, al momento, è prematuro. La salma dell'artigiano, intanto, è stata trasferita a Chieti, in attesa dell'esame autoptico che, a questo punto, slitterà all'inizio della prossima settimana. Si allungano, inevitabilmente, anche i tempi per l'addio al 56enne.
Giovedì mattina Umberto Persiani è arrivato nella palazzina di via Floraspe Renzetti, vicino all'ospedale, dove avrebbe dovuto incontrare un architetto per valutare i lavori di manutenzione straordinaria da fare in uno degli appartamenti. L'artigiano è arrivato qualche minuto prima delle 9,30 all'appuntamento ma, appena entrato nell'androne del palazzo, si è accasciato a terra, colto da malore. Alcuni inquilini e lo stesso professionista, arrivato poco dopo, hanno allertato subito i soccorsi. Il personale del 118 ha tentato di rianimare il 56enne per circa 20 minuti, ma invano. Persiani sarebbe morto per un sospetto aneurisma aortico. Fra qualche giorno, il 28 luglio, si sarebbe sottoposto a una nuova operazione. Attualmente era in cura in un centro specializzato di Bologna. Dopo il primo intervento al cuore, tre anni fa a Chieti, Persiani aveva rallentato i ritmi e si era messo a riposo. A guidare l'impresa è il figlio Nicola, che ha seguito le sue orme, ma il padre continuava ad aiutarlo.
Umberto Persiani era un professionista molto conosciuto e apprezzato in città, anche per le sue doti umane. Grande è il cordoglio per la sua improvvisa scomparsa. «Si è spento un faro», commenta sui social Fiorenzo Iasci, «un punto di riferimento per i suoi cari, per gli amici, per i clienti che sono diventati amici». «Il gigante buono», lo ricorda la cugina Catia, «hai seminato il bene dovunque, un cuore grande per tutti, tu che pensavi a fare sacrifici e giorni di lavoro solo per la famiglia. Ti facevi in quattro e cercavi sempre di accontentare tutti sia professionalmente che a livello umano. Lasci un vuoto enorme».
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