Iezzi vince il Premio Giustolisi

Riconoscimento per la giornalista e cardiochirurga che opera in Africa
BUCCHIANICO. Il Premio Giustolisi, dedicato al ricordo di uno dei più grandi giornalisti d’inchiesta italiani, Franco Giustolisi, che si è occupato con coraggio e passione di verità delle stragi occultate, è stato vinto dalla giornalista pubblicista bucchianichese Federica Iezzi, cardiochirurgo pediatrico, missionaria in spedizioni nei paesi emergenti e reporter del Manifesto, per le sue inchieste sull’immigrazione sulla rotta dalla Somalia ai Balcani. Iezzi ha vinto nella sezione Giustizia e verità.
Classe 1979, in servizio all’ospedale di Ancona, dall’età di 19 anni, Iezzi ha fatto parte delle cooperazioni umanitarie internazionali come delle Nazioni unite, Medici senza frontiere, Emergency, La catena della speranza fino ad averne creata una tutta sua nel 2017, One life onlus, che raccorda un centinaio di volontari fra medici e non che hanno in comune l’obiettivo di sostenere missioni di screening e prevenzione, cardiochirurgia pediatrica e formazione sanitaria di giovani medici e infermieri nei paesi in via di sviluppo. Iezzi opera in Camerum, Libia, Eritrea, Somalia e del medio Oriente. Parla l’arabo, le lingue afghane farsi e dari e, nei suoi reportage, racconta con una fotografica verità ciò che vede e vive durante le missioni. «La passione per la scrittura mi accompagna da quando ero bambina», racconta lei, iscritta all’albo dei giornalisti dal 2014, «scrivo con l’obiettivo di far capire meglio ciò che accade in paesi lontani ma anche molto vicini a noi. La forza di tornare sempre in Africa o medio oriente viene dal vedere tutti quegli uomini, donne e bambini che lasciano i paesi da loro amati per fuggire dalla guerra e dalla fame. Per loro si apre sempre un nuovo capitolo spesso non più facile di quello appena chiuso. Il premio arriva inaspettatamente», aggiunge Iezzi, «ne sono lusingata e ancora di più dai lettori che hanno apprezzato i miei racconti». La premiazione ci sarà il 10 febbraio nella Sala della Regina della Camera dei Deputati.
Debora Zappacosta
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