Il basket sotto le ciminiere «No al progetto Turbogas»
Il consigliere comunale Musa lancia la raccolta di firme da presentare in aula «Va rivista la convenzione con Tamarete Energia». Adesioni fino a domenica
ORTONA. Una raccolta firme per dire no alla realizzazione di un campo da basket nelle vicinanze della Turbogas di Tamarete Energia. La petizione è stata lanciata lunedì sera dal consigliere comunale di Ortona, Franco Musa, nel corso di un incontro pubblico che si è svolto in piazza del Teatro proprio per illustrare alla cittadinanza il tema in questione. L’appuntamento si è tenuto nonostante la pioggia caduta nelle ore precedenti non abbia richiamato ad un’ampia partecipazione.
Il consigliere comunale ha voluto ripercorrere tutta la storia relativa alla centrale Turbogas per informare la cittadinanza, a cui sono stati spiegati i prossimi passi che vuole compiere per evitare che vengano messe in atto le azioni previste dalla convezione stipulata tra azienda e Comune. Come da accordi con le istituzioni, infatti, la società Tamarete Energia è chiamata ad opere di compensazione dopo la realizzazione della centrale. Quale ristoro ambientale che deve alla collettività, la ditta si impegnerà nella riqualificazione del Parco Ciavocco, progetto da 800mila euro al netto d’Iva presentato pochi mesi fa. Ma, come sottolineato lunedì da Musa, in base alla variazione di destinazione urbanistica con cui il Comune ha permesso alla Tamarete Energia di realizzare la centrale, è stata stipulata una convenzione che prevede la concessione, dalla società al Comune stesso, del 10% dello spazio occupato per la Turbogas. Una percentuale con cui negli anni passati da Palazzo di città avevano richiesto la costruzione di un campetto da basket. Qui nasce il nodo della questione: l’infrastruttura, infatti, andrebbe a sorgere «sotto le ciminiere della Turbogas», aveva commentato Musa nei giorni scorsi.
Il consigliere vorrebbe fermare questo progetto e far rivedere la convenzione, per questo motivo ha dato vita alla raccolta firme. L’idea è quella di avere almeno cento sottoscrizioni da presentare nel prossimo consiglio comunale, che si terrà probabilmente il 15 settembre, in allegato ad un ordine del giorno con cui chiedere, appunto, di rivisitare gli accordi. Una petizione online era stata già lanciata dall’Acgo, l’Associazione culturale giovani ortonesi presieduta da Claudio Di Lizio, ma non sarebbe proponibile come documento ufficiale. Così, mentre l’Acgo continua a sostenere le tesi di Musa, quest’ultimo chiede alla città di firmare il documento cartaceo, anche a chi lo aveva già fatto online, affinchè si dia «valore giuridico alla raccolta firme che è riservata ai soli maggiorenni». Gli appositi moduli si possono trovare al bar “La Perla”, in via della Libertà, nel locale commerciale “Calzature Perlino” di corso Vittorio Emanuele e presso il ristorante “Canadese” di Caldari Stazione. Le sottoscrizioni saranno possibili fino a domenica, negli orari di apertura delle citate attività.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

