«Il bilancio è scaduto ma dal segretario non arrivano diffide»

20 Settembre 2015

CHIETI. Una lettera perentoria, indirizzata al segretario comunale, Celestina Labbadia, al prefetto, alla Corte dei conti e, per conoscenza, al ministero dell’Economia e finanze, per denunciare il...

CHIETI. Una lettera perentoria, indirizzata al segretario comunale, Celestina Labbadia, al prefetto, alla Corte dei conti e, per conoscenza, al ministero dell’Economia e finanze, per denunciare il continuo mancato rispetto delle regole da parte del Comune in termini di gestione finanziaria. Luigi Febo attacca: «Il bilancio di previsione 2015, dettami del Testo unico degli enti locali alla mano, doveva essere approvato entro il 18 settembre, ovvero dopo al massimo cinquanta giorni dalla data ultima fissata per legge, ovvero il 30 luglio. Così non è stato ma il segretario generale», tuona Febo, «inspiegabilmente non ha diffidato l’ente».

Un’anomalia bella e buona, secondo l’esponente di “Chieti per Chieti”, considerando che il prefetto ha diffidato diversi Comuni della provincia. Ma non il capoluogo teatino in quanto lo statuto comunale è stato modificato. «Demandando al segretario generale», sottolinea Febo, «l’attività sollecitatoria del caso. Purtroppo il nostro segretario generale ha dimenticato di diffidare giunta e consiglio per l’approvazione del previsionale. Anzi, da noi sollecitata, ha sostenuto addirittura che non fosse addirittura competenza sua con motivazioni non facilmente giustificabili alla luce del rigore che dovrebbe caratterizzare il suo ruolo».

Un j’accuse bello e buono che prosegue puntando il dito sul doppio ruolo rivestito da Labbadia, segretario generale e dirigente finanziario pro tempore, a Palazzo d’Achille. «Una carica del tutto incompatibile», sostiene Febo, «in quanto il segretario è responsabile dell’anticorruzione e, per questo motivo, non può rivestire, regolamenti alla mano, incarichi gestionali come, appunto, quello di dirigente finanziario facente funzioni».

In tal senso l’esponente dell’opposizione chiede l’immediata nomina di un “commissario ad acta” per la redazione del bilancio comunale 2015 e striglia il Comune, con un buco in bilancio da 27 milioni di euro da spalmare nei prossimi trent’anni di gestione finanziaria, anche sul mancato rispetto del Patto di stabilità come certificato dai revisori dei conti nel parere prodotto sul rendiconto di bilancio 2014. «L’ente», riprende Febo, «si affrettasse ad inviare al ministero dell’Economia la certificazione attestante il mancato rispetto del Patto di stabilità». (j.o.)

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