Il bimbo soccorso da un eroe clandestino

Ambulante senegalese primo a intervenire sul piccolo di 2 anni che ha rischiato l’annegamento. Il sindaco: gesto altruista
CASALBORDINO. È stato il primo a soccorrere il bimbo di due anni che ha rischiato di annegare. Lo ha portato a riva e ha avviato la rianimazione cardiopolmonare. Una procedura che ha imparato da bambino. Poi, all’arrivo degli altri soccorritori, ha affidato il piccolo a Serena Di Pietro, una dei bagnini del Lido Cocoa Beach, ed è scappato. Il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci, ha tuttavia fatto di tutto per rintracciarlo e ci è riuscito. Ieri mattina Djbril Mbengue, 35 anni, nato a Dakar del Senegal, che sabato scorso settembre ha salvato il piccolo bagnante della provincia di Avellino che rischiava di annegare, è stato ricevuto e premiato in Comune dal sindaco. Il bambino è ancora rianimazio nell’ospedale di Pescara.
«L’uomo», ha spiegato Marinucci, «lavora nei campi e fa il venditore ambulante. Abita a Pescara dal marzo scorso. Il suo permesso di soggiorno scadeva proprio il 1° settembre. Ecco perché è scappato», spiega il sindaco. «Quello avuto oggi (ieri per chi legge, ndc) con Djbril è stato un incontro per manifestare gratitudine a lui e a quanti quel giorno con coraggio e altruismo ma anche professionalità e competenza hanno contribuito al salvare una vita umana», dice il sindaco. «Questo giovane immigrato ha dimostrato di essere una persona altruista e generosa e meritava un ringraziamento». Djbril si schernisce. «Ho fatto quello che chiunque avrebbe fatto», dice. «Al mio Paese insegnano fin da piccoli le tecniche di rianimazione. L’importante, comunque, è che il bambino stia bene», aggiunge. Il giorno dell’incidente occorso al piccolo turista di Avellino,Djbril Mbengue era sulla battigia. Il suo umore non era dei migliori. Proprio quel giorno era scaduto il suo permesso di soggiorno. Sarebbe dovuto ripartire. Poi ha sentito le urla del papà del piccino. In quel momento Djbril ha pensato solo al bambino. Non ha esitato a prendere il piccino e a portarlo sulla battigia. È stato lui il primo a prodigarsi con la rianimazione cardiopolmonare. Il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca sono poi proseguiti da parte della bagnina del Cocoa beach e del padre del piccolo. Il trentacinquenne quando ha capito che il bambino era in ottime mani è scappato. I carabinieri e l'autorità marittima lo avrebbero identificato e avrebbero scoperto che era clandestino. Ma il suo gesto non è passato inosservato. Quando l’accaduto è stato riferito al sindaco Marinucci, il primo cittadino ha lanciato un appello.
«Ho chiesto in paese», conferma il sindaco, «se ci fosse qualcuno che conosceva quel ragazzo di colore e ho espresso il desiderio di riceverlo in municipio per ringraziarlo a nome della cittadinanza per il gesto compiuto». Djbril Mbengue è contento ma spera di regolarizzare la sua posizione, lavorare e costruire il suo futuro in Italia. (p.c.)
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