Il Bolognino d’oro ospitato in Lombardia

7 Maggio 2023

Guardiagrele. La storica manifestazione ideata dal cantautore Scogna oggi va in scena a Como

GUARDIAGRELE. Il Bolognino d’oro, manifestazione canora ideata dal cantautore guardiese Alfredo Scogna, trasloca a Como. L’appuntamento con la 26esima edizione è oggi nella “Officina della musica”, noto locale della città lombarda che ospita concerti, eventi culturali, cabaret e spettacoli vari. La manifestazione, patrocinata da Regione Abruzzo e Comune di Guardiagrele, è realizzata in collaborazione con l’Associazione degli abruzzesi in Lombardia “Raffaele Mattioli”.
«La serata», spiega Scogna, «offre l’esibizione di molti artisti che proporranno diversi tipi di musica, dal pop al blues, fino a jazz, classica e lirica. Non manca la presenza di poeti e scrittori. Nel corso dell’evento l’associazione “Raffaele Mattioli”, col suo presidente Vincenzo Giannico, consegna un premio speciale, una statuetta che riproduce il Guerriero di Capestrano, a una eccellenza abruzzese che artisticamente si è particolarmente distinta in Lombardia. Il Bolognino d’oro non è una gara», continua Scogna, «ma semplicemente una vetrina dove artisti professionisti regalano una parte di sé e del proprio mondo artistico. Insomma un festival che è un vero e proprio abbraccio tra gli artisti».
Il sindaco Donatello Di Prinzio sottolinea che «il Comune è ben lieto di far travalicare alla manifestazione i confini cittadini e regionali: veicola la nostra arte, cultura e tradizioni al nord, in una terra come la Lombardia che accoglie tanti nostri corregionali. Un evento ideato da guardiesi che raggiunge traguardi ambiziosi per noi è motivo d’orgoglio».
Negli anni il Bolognino d’oro ha visto la presenza di artisti come Piero Cassano, cofondatore dei Matia Bazar, Giò Di Tonno, Filippo Graziani, Amara, Sulutumana, Max Giusti; ha avuto come presentatori Adriana Volpe, Tiberio Timperi, Andrea Roncato, Barbara Chiappini, Miriana Trevisan. La manifestazione prende il nome dalla moneta coniata a Guardiagrele a fine XIV secolo, dopo che re Ladislao, con diploma del 4 giugno 1391, concesse a Napoleone II, figlio di Giovanni Orsino, storica famiglia di Guardiagrele, facoltà di battere moneta nella sua terra “finché durasse la guerra accesa negli Abruzzi tra Durazzeschi e Luigi II d’Angiò”.
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