Il Cai ripara i sentieri distrutti dalle frane

4 Giugno 2015

Fara San Martino: anche un mulo per la manutenzione dei percorsi di Valserviera e Monte Amaro

FARA SAN MARTINO. C’è voluto anche l’impiego di un mulo, come nelle migliori tradizioni montane, per portare tutto l’occorrente e ripristinare quei sentieri che tra non molto saranno percorsi dai tanti turisti che sceglieranno quest’angolo incantevole di Maiella. La manutenzione, straordinaria, è stata organizzata ed eseguita da alcuni iscritti del Cblu alpino di Fara San Martino.

«Nell’inverno appena passato» dice Gianpaolo Ricciuti, presidente Cai Fara, «numerose sono state le slavine, e proprio una di queste, staccatasi dal versante Sud del monte Pizzone, a circa 1900 metri di quota, ha distrutto parte della faggeta sottostante, scaraventando gli stessi arbusti sui sentieri G6 - gli amanti della montagna lo conoscono come quello della Valserviera- e H1 - quello di Monte Amaro - depositando su quest’ultimo, in località Vatarelle a circa 800 metri di quota, gran parte del materiale legnoso coinvolto». Rimanendo così le cose, i sentieri non potevano essere percorsi durante l'estate. Tempestivamente il Cai ha comunicato al Parco mazionale della Majella lo stato dei sentieri e l’ente ha risposto di non «poter intervenire a breve termine» per ripristinare i percorsi soprattutto in vista dell’evento più importante organizzato dal Cai di Fara: la Valselviera, arrivata quest’anno alla 35ª edizione, che si svolgerà la prima domenica di luglio.

«Il Parco ci ha autorizzato a svolgere la manutenzione straordinaria. Circa venti soci, guidati dal vicepresidente Mario Romano, sono saliti in quota muniti di tanta buona volontà e forza, seguiti lento piede, dal mulo che nel basto aveva motoseghe, zappe, badili, funi, e viveri di conforto. Sono stati oltre 600 i metri di sentiero ripristinati, tagliando non solo gli arbusti che impedivano il passaggio, ma anche ritracciando completamente lo stesso percorso nei tratti distrutti dalla slavina. La sezione di Fara è composta da circa 150 soci, provenienti anche da fuori comune, come Civitella, Palombaro, Lama, Casoli, Sant’Eusanio e Castel Frentano. «La nostra sezione», dice il presidente Ricciuti, «è dedita alla valorizzazione delle attività legate alla montagna, quali escursionismo, arrampicata sportiva, attività scientifica, manutenzione sentieri e soprattutto la valorizzazione del territorio che rappresenta». (m.d.n.)

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