Il cantoniere si difende: «Andavo a casa perché malato»

28 Aprile 2016

LANCIANO. «Respingo tutte le accuse. Ho sempre lavorato anche fuori dall’orario normale, con straordinari non retribuiti». Agostino Ramondo, 53 anni, di Casoli, capo cantoniere della Provincia...

LANCIANO. «Respingo tutte le accuse. Ho sempre lavorato anche fuori dall’orario normale, con straordinari non retribuiti». Agostino Ramondo, 53 anni, di Casoli, capo cantoniere della Provincia accusato di assenteismo, ha reso dichiarazioni spontanee ieri di fronte al collegio (presidente Andrea Belli), nel processo che lo vede imputato per truffa aggravata, peculato e falsità ideologica. Secondo l’accusa, anziché occuparsi delle strade della Provincia, in alcuni giorni aiutava la moglie nel negozio da lei gestito o era a casa intento a sbrigare faccende personali. Avrebbe anche usato i mezzi della Provincia per i suoi spostamenti, a volte, e preso della legna di proprietà dell’ente per utilizzarla in casa propria. «Dal 1987 sono stato assunto in Provincia tra le categorie protette per problemi di salute», ha detto ai giudici Ramondo, difeso dall’avvocato Consuelo Di Martino, «nonostante ciò lavoravo 24 ore al giorno, telefono sempre acceso e disponibile anche fuori dal turno. Ho fatto straordinari non retribuiti e lavorato senza badare alla salute. Andavo in negozio? Sì, ma per usare la fotocopiatrice e il fax per la Provincia». Tra le contestazioni, un atto falso risalente al 13 dicembre 2014, giorno in cui per la polizia giudiziaria, fece una falsa domanda di congedo, datandola il giorno precedente e presentandola solo giorni dopo. «Quel giorno ero regolarmente in ferie per assistere a una partita di calcio di mio figlio», ha spiegato il cantoniere che sulla questione dei rientri a casa si giustifica: «Il magazzino della Provincia era vicino casa mia. Siccome era privo di servizi igienici e acqua potabile andavo a casa per prendere l’acqua per le medicine. In taverna poi effettuavo riparazioni per l’ente, visto non ci sono fondi, ci adattiamo al meglio mettendo a disposizione nostre risorse». Prossima udienza l’11 maggio. (t.d.r.)

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