Il capitano Canale lascia dopo sette anni

Carabinieri, l’ufficiale saluta Lanciano: «Reati in calo, la città è più sicura». Da oggi è a Montegiorgio
LANCIANO. Il capitano Massimo Canale lascia la compagnia carabinieri di Lanciano, dove per sette anni ha guidato il Nucleo operativo e radiomobile. Da oggi prende servizio a Montegiorgio (Fermo), in qualità di comandante della compagnia. Originario di Alanno, 46 anni, sposato e padre di due figli, Canale è arrivato a Lanciano nel settembre 2012. Rimanere sette anni nello stesso posto per un ufficiale non è usuale. «Significa che ho lavorato bene», dice l’ormai ex comandante del Norm. A raccontarlo sono le operazioni portate a termine in questi anni: nel 2013 “Gipsy drug”, lo scacco allo spaccio delle famiglie rom con 11 misure cautelari, e “Poker d’assi”, sui furti ai danni di bar e locali con slot machine e videopoker; nel 2014 tre custodie cautelari per prostituzione e l’arresto per la rapina a un tabaccaio di Pizzoferrato; nel 2015 “Frentania automarket”, 10 misure cautelari per i furti d’auto allo scopo di riciclarne i pezzi; nel 2017 15 misure cautelari per i furti di pannelli fotovoltaici; nel 2018 fermati 5 “pony express” della droga, il furto sventato al Postamat di Piane d’Archi insieme ai militari di Atessa e gli arresti dei sei rapinatori dei coniugi Martelli. «L’operazione “Frentania automarket” è quella a cui sono più affezionato», dice Canale, «era un periodo in cui avvenivano continui furti d’auto, che sparivano e finivano in Puglia. Fu una bella indagine». Dalle forti emozioni anche quella sulla rapina nella villa dei coniugi Martelli. «C’era un forte clamore mediatico», ricorda il capitano Canale, «ma siamo riusciti a dare una risposta rapida. Tra l’altro erano soggetti che stavamo monitorando in quanto ritenuti responsabili degli assalti ad alcune tabaccherie». Il bilancio, insomma, è positivo. «Ho avuto un ottimo rapporto sia con il maggiore Massimo Capobianco (ora a Chieti, ndc) che con il comandante Vincenzo Orlando, col quale c’è stata subito intesa», dice Canale che, arrivato da sottotenente, va via da capitano, «a Lanciano mi sono trovato bene anche con la famiglia, qui ho fatto nascere i miei figli. I reati sono diminuiti, la città è più sicura. Ma c’è tanto da fare. Nell’ultimo anno siamo stati impegnati nel contrasto alla droga, sono venuti fuori quantitativi importanti di sostanza stupefacente, soprattutto nell’area della Val di Sangro, destinata tutta al mercato locale. La presenza delle forze dell’ordine è fondamentale».

